Riparte la scuola a Prato ma gli autobus ancora non bastano

La ressa di studenti per conquistare un posto sull'autobus a una fermata

Studenti alle prese col problema trasporti, almeno su alcune linee: ingressi contingentati sui pullman. Da venerdì 15 tamponi rapidi al polo di via Galcianese

PRATO. «Possono salire solo cinque ragazzi, poi stop». La voce dell’autista a bordo viene ripresa dal carabiniere in congedo. È lui la sentinella anti-assembramento alla fermata di via Dossetti. Ormai il primo pullman per la stazione è andato, si spera nel prossimo. Per gli studenti del liceo Rodari la prima campanella dell’uscita suona alle 12.45: è il primo giorno di rientro sui banchi con la didattica in presenza al 50 per cento. Tutto bello rivedersi negli occhi dopo tanto tempo ma la “poesia” finisce subito quando c’è da battere i denti per aspettare il bus del ritorno.

Chi deve andare in Val di Bisenzio e aspetta la corsa per piazza Ciardi, chi va a Campi Bisenzio o Barberino e aspetta la corsa per piazza Stazione. Conquistare un posto sul mezzo è questione di fortuna. E i “fortunati”, sull’autobus delle 13.03, sono 20. Iris è una studentessa rimasta a terra. «Imbarazzante questa organizzazione. Non possiamo aspettare così tanto». Tommaso, studente del liceo musicale, ha la tentazione di andare a piedi fino a piazza Ciardi. «Rispetto a ottobre la situazione è migliorata. Non siamo più ammassati perché la capienza a bordo si è dimezzata. Ma devono prevedere più corse, una dietro l’altra, soprattutto per le direttrici verso piazza Ciardi e stazione».

L’autobus per piazza Stazione si ferma alle 13.20, dopo mezz’ora. Ci uniamo a quattro studentesse e saliamo a bordo anche noi del Tirreno: il pullman è semivuoto. «Cosa cambiava rientrare il 7 o l’11 con questa organizzazione?», si sfoga una ragazza. Hanno freddo anche gli angeli custodi degli studenti, i volontari anziani del progetto “Ti accompagno” dislocati in dodici fermate più “calde”. Come Claudio Lo Bue, Giustino Faltoni e Giuseppe La Placa, carabinieri in congedo pronti a disperdere gli assembramenti. Generazioni che s’incontrano in nome della scuola. «Siamo qui: che importa saltare il pranzo? Bene che questi ragazzi tornino a stare insieme». Ai tre è andato il ringraziamento dell’assessora regionale alla pubblica istruzione, Alessandra Nardini, in visita al polo di via Galcianese.

Fa un effetto strano tornare in classe dopo due mesi di didattica a distanza. Un rientro da festeggiare a suon di chitarra per Elena Corsi, Matteo Caramelli e Chiara Lipowec, tre degli studenti del liceo musicale Cicognini-Rodari, che hanno intonato un piccolo concerto. Con la didattica a distanza sono dolori per i ragazzi più “fragili”, quelli a rischio dispersione. «Molti docenti mi hanno confessato di non poterne più – racconta il preside del Marconi Paolo Cipriani - Alcuni ragazzi oscurano la telecamera, altri silenziano il microfono».

DAL 15 GENNAIO TAMPONI RAPIDI PER GLI STUDENTI

I sintomi sospetti a scuola, il tampone rapido fuori dalla scuola. Dal 15 gennaio entrerà in funzione il drive through del polo di via Galcianese che servirà soprattutto per testare la positività al Covid-19 degli studenti. Un presidio sanitario fortemente voluto dal presidente della Provincia Francesco Puggelli come primo tassello di un progetto di medicina scolastica preventiva. «Non è casuale salutare la ripartenza qui – sottolinea Puggelli – In pochi metri si concentrano tre elementi chiave per restituire agli studenti una scuola in presenza. Questo polo è al centro di un importante progetto di edilizia scolastica, qui i volontari monitorano le fermate dei bus e sempre qui si trova uno dei primi drive through della Toscana per gli studenti».

L’auspicio è che si possa tornare presto al 75 per cento di ragazzi a scuola. La Regione non lo esclude. «Dipenderà dalle indicazioni nazionali e dalla curva dei contagi – puntualizza l'assessora regionale Alessandra Nardini – In Toscana siamo coraggiosi ma non folli: tra i pochi a riaprire alla didattica in presenza, eravamo già pronti il 7 gennaio». Che sia faticoso insegnare virtualmente lo sanno anche i professori. Mentre sfilano politici e amministratori, in una seconda del Rodari s’insegnava diritto. La prof Franca Dami è tornata alla cattedra con tanti pensieri. «Abbiamo ancora i debiti da recuperare».

Preoccupata per i rischi di dispersione scolastica è la consigliera regionale dem Ilaria Bugetti. «Incontrerò presidi e assessori per rivedere i piani educativi zonali: Prato ha sempre avuto un tasso alto di dispersione scolastica e nel post-Covid bisognerà programmare azioni di contrasto mirate».