Detenuto si barrica nella sua cella e ferisce due agenti della penitenziaria

L'ingresso del carcere della Dogaia

Le guardie sono finite all'ospedale con prognosi di 25 e 20 giorni. La Uil: «C’è bisogno di più tutele per chi lavora nelle carceri»

PRATO. Inizio dell’anno tumultuoso e ancora caos al carcere della Dogaia. Sabato 2 mattina due agenti della polizia penitenziaria sono finiti all’ospedale Santo Stefano riportando la frattura dell’avambraccio e della mano con una prognosi di 25 giorni ciascuno, dopo aver cercato di riportare la calma all’interno di una cella. Un detenuto di circa 40 anni, già sottoposto in passato alla sorveglianza speciale dell’articolo 14/bis, avrebbe dato in escandescenza barricandosi all’interno della cella senza voler uscire, come avrebbe dovuto fare secondo le regole del carcere.

Nel tentativo di riportare la calma, i due agenti hanno cercato di portare fuori il detenuto il quale, resistendo ad ogni tentativo, ha bloccato l’ingresso della cella con un’asta di metallo staccata dal letto, brandendo contro gli agenti uno sgabello di legno, usato come arma. L’intervento poi di altri agenti penitenziari ha riportato la situazione alla normalità. I due uomini feriti, ricorsi alle cure del pronto soccorso, hanno avuto la peggio riportando varie fratture.

La situazione all’interno della Dogaia resta critica. La Uilpa e le categorie Uil della polizia penitenziaria, attraverso i suoi rappresentanti Domenico Madeo e Ivan Bindo, alzano la voce accendendo di nuovo la spia rossa sulle condizioni del carcere pratese. Il detenuto in questione si trovava recluso nel settore di alta sicurezza e già nei giorni precedenti aveva manifestato atti di aggressione verso gli agenti della penitenziaria, con sputi e schiaffi.

«Solidarietà ai colleghi coinvolti nell’ennesimo episodio di violenza – hanno scritto Madeo e Bindo, segretari Uil di categoria della polizia penitenziaria pratese – Chiediamo alle istituzioni di migliorare le condizioni di lavoro all’interno del carcere di Prato. Gli agenti sono intervenuti a mani nude, come sempre accaduto del resto. C’è bisogno di più tutele per i dipendenti e occorre prevedere pene giuste per chi si rende responsabile di aggressioni che spesso si concludono con lesioni anche serie».

Nel carcere della Dogaia attualmente si trovano 550 detenuti con un corpo di polizia penitenziaria che dovrebbe essere di 305 agenti, mentre adesso in forza sono 240. Ne mancano 60 per seguire le regole di sicurezza previste dalla pianta organica del carcere.

«Una situazione difficile e critica che va posta sotto i riflettori per la tutela degli agenti di polizia e di chi lavora nel carcere. Inaccettabili delle lesioni così gravi al personale», ha commentato Mauro Lai, segretario della Uilpa di Prato.