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Rivive il cappotto di Churchill grazie alla lana della Manteco

Marco Mantellassi e Alessandro Squarzi

Il nuovo progetto in collaborazione con il brand Fortela. L’azienda pratese attinge dal suo grande archivio del tessile, uno scrigno di storia e creatività

PRATO. C’è una foto custodita nell’archivio Alinari che lo ritrae con sigaro e cappotto a bordo di una corazzata d’Inghilterra. Eccolo, il primo ministro britannico mentre passeggia sul ponte della “Hms Principe di Galles” con il suo inconfondibile stile. Capospalla da trincea: pesante, strutturato, resistente. Correva il 1941, infuriava la seconda guerra mondiale. A Prato nel 1943 Enzo Anacleto Mantellassi fondava il lanificio Manteco. Nel 2020 sembra uscito da un libro di storia il nuovo cappotto “made in Prato”, degno del miglior omaggio al guardaroba militare di Winston Churchill. Il “Winston Coat” prodotto dal brand Fortela è stato ricreato con i tessuti della Manteco, frutto di una ricerca minuziosa frugando fra le meraviglie dell’archivio tessile Manteco inaugurato nel 2018.

L’OMAGGIO

Chissà se mai avrebbe sfoggiato quel cappotto di pura MWool vergine (la lana riciclata e sostenibile) sir Winston Churchill, lui che allo stile e all’eleganza non rinunciava mai. Il “Winston Coat” è il frutto di una collaborazione sbocciata tra l’azienda pratese con la sua squadra di designer e Alessandro Squarzi, direttore creativo di Fortela e famoso collezionista vintage. Il capo è ora disponibile nella vetrina virtuale dello store di Fortela ma c’è voluto un anno di prove e ricerche per sviluppare un tessuto che fosse all’altezza di un’icona di stile come Churchill e il suo cappotto indossato negli anni del conflitto. «Questo progetto è una bella rappresentazione della forza del “made in Italy” - racconta Marco Mantellassi, amministratore delegato di Manteco, terza generazione alla guida dello storico lanificio - L'azienda tessile leader nel settore laniero da una parte, un brand che fa dell'artigianalità, dell’eredità storica e della qualità i suoi marchi di fabbrica dall'altra. Manteco e Fortela hanno veramente fatto un tributo a Churchill, riportando in vita un tessuto e un cappotto vero e di qualità, destinato a durare».

L’ARCHIVIO

Per riavvolgere il nastro della storia sono stati presi in esame diversi materiali presenti in archivio, fino a realizzare un tessuto il più possibile fedele alla stoffa rigida del capo militare. Con i suoi oltre 70mila articoli, sia uniti che fantasia, l’archivio tessile della Manteco è uno scrigno di storia e creatività, fonte d’ispirazione per tanti designer. Uno di questi è proprio Squarzi con il progetto del “Winston coat”, nella variante navy e cammello. Nell’archivio aziendale nato dal recupero di una vecchia filandra si creano così intrecci di storia, filati e tessuti.

L’ETICHETTA

Il brand Fortela non fa mistero del rapporto col lanificio pratese esplicitando il nome Manteco nell’etichetta interna del cappotto. Spostandoci su un mercato globale della moda, è quello che fa da qualche anno Zara che utilizza la doppia etichetta per la sua linea di capispalla in misto lana prodotta con tessuti Manteco. Produttori di tessuti e marchi di moda a braccetto: il miglior biglietto da visita per il distretto nel mondo.

L’ANNO DEL COVID

Manteco usa la parola “resilienza” per descrivere il 2020 ormai alle spalle. Annata difficile per i lanifici pratesi, anche per coloro che storicamente veleggiano verso alti ricavi. Fino a ottobre il lanificio è riuscito a rimanere in linea con il fatturato del 2019, per poi subire un rallentamento nei mesi di novembre e dicembre a causa della seconda ondata.