All'Interporto di Prato il centro di stoccaggio regionale per il vaccino anti-Covid

Il presidente della Regione Eugenio Giani durante il sopralluogo al nuovo ospedale Covid del Creaf

La notizia anticipata dal governatore Giani e confermata dai vertici della società, che nei giorni scorsi avevano scritto ad Arcuri. Opportunità di lavoro per 60 operatori economici della logistica

PRATO. La logistica del “freddo” ce l’hanno. La logistica farmaceutica con tutti i big del settore, anche quella c’è. Hanno tutte le condizioni per mettere in piedi un vero e proprio centro di stoccaggio regionale per la distribuzione del vaccino anti-Covid. Il governatore Eugenio Giani lo sa ed è per questo che durante il sopralluogo nell’ex Creaf ha lanciato l’Interporto della Toscana Centrale per la sfida della gestione logistica della campagna vaccinale. Un esercito di fiale pronte a viaggiare per la salvezza di tante persone.

«Ho incontrato nei giorni scorsi Andrea Dominijanni del consiglio d’amministrazione della società. Grazie all’Interporto, Prato diventerà punto di riferimento a livello regionale per la logistica della vaccinazione anti-Covid». Parola di presidente. Sì, ma quali vaccini? I papabili per livello di efficacia sono quelli Pfizer-Biontech che richiedono temperature di stoccaggio molto rigide e quello dell’americana Moderna, più facile da trasportare. Nei magazzini interportuali ci sarebbe spazio a sufficienza per stoccare, trasportare e distribuire nell’ultimo miglio milioni di dosi, complice anche la presenza di una rete di intermodalità.

Al Tirreno i vertici di Interporto confermano che esiste una fase di interlocuzione già avviata con Roma, aspettando di capire meglio i piani di somministrazione vaccinale. Il presidente Francesco Querci aveva già inviato una lettera al commissario straordinario Domenico Arcuri. Gli uffici di via di Gonfienti sono in attesa di convocazione da parte del commissario straordinario: la società partecipata al 41% dal Comune vorrebbe mettere a disposizione dell’emergenza sanitaria le proprie competenze, con il sostegno forte della Regione Toscana.

«C’interessa approfondire soprattutto gli aspetti legati alle caratteristiche tecniche dello stoccaggio e della conservazione delle fiale», racconta il direttore Daniele Ciulli. Cruciale sarà tutta la partita legata alla catena del freddo per la distribuzione del vaccino. Di sicuro tutta l’organizzazione logistica si trasformerebbe in un’opportunità di lavoro per la platea dei 60 operatori economici che fanno parte della comunità dell’Interporto, in una fase economica che vede in affanno il comparto dei trasporti e della logistica. Un’operazione dalla forte valenza sociale in un momento di grande emergenza sanitaria. Del resto, non è la prima volta che il polo logistico pratese si mette a servizio della sanità: l’Interporto ebbe un ruolo prezioso durante la prima ondata di coronavirus, quando furono sdoganati nei magazzini generali un milione di mascherine chirurgiche e 150mila test sierologici.

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