PRATO. C’è posta per le scuole di Prato e provincia. I banchi nuovi, quelli promessi dal commissario Arcuri, stanno arrivando anche dalle nostre parti. Ma le aule sono quasi tutte vuote, gli studenti fanno didattica a distanza da casa e quindi per il momento non siederanno su quei banchi. Giovedì mattina se li sono visti apparire al liceo Copernico: sono ben 600, hanno le rotelle e saranno posizionati in 25 classi. Cento banchi mobili “sbarcati” ieri mattina alle medie Salvemini-La Pira di Montemurlo mentre al Marconi il preside riceverà stamattina un ordine di 160 banchi monoposto.
Con le rotelle o monoposto, gli arredi scolastici tanto chiacchierati durante l’estate stanno entrando piano piano nelle scuole pratesi a tempo scaduto visto che le superiori sono costrette a ricorrere al 75% di didattica digitale. Un paradosso. Certo, i presidi potevano richiederli come non richiederli. In istituti come il liceo Copernico che ha aule più piccole i monoposto con le ruote effettivamente possono rappresentare una soluzione salva spazio.
«Li stiamo disponendo infatti nelle aule dove non si poteva entrare con i banchi normali che occupano più spazio – racconta il preside Stefano Gestri – Hanno un bel ripiano per appoggiare lo zaino ma la nota dolente è che non hanno il freno». Una quarantina di banchi con le rotelle sono stati posizionati in due aule al Marconi che aspetta per oggi l’arrivo di 160 banchi monoposto. «Li utilizziamo per le sale conferenze», fa sapere il preside Paolo Cipriani che ieri ha firmato una circolare che “raccomanda fortemente in classe, nei laboratori e in tutti i locali della scuola l’uso continuo delle mascherine”.
Banchi rotanti spediti anche alle scuole di Vernio, bocciati senza mezzi giri di parole dal reggente Daniele Santagati che li definisce “ridicoli”. «Sono una cinquantina. Li abbiamo ordinati perché ci potrebbero fare comodo». Un centinaio di banchi arrivati all’istituto Gramsci-Keynes che li utilizza per le aule laboratorio. L’istituto guidato da Stefano Pollini soffre di una carenza di docenti derivante dallo stop all’organico Covid imposto dal Ministero. «Ci mancano quattro docenti di italiano, educazione fisica, informatica, scienze sui quali avrei dovuto contare per lo sdoppiamento di tre classi».Se gli istituti superiori piangono, i comprensivi non sorridono: alle medie ed elementari la didattica si svolge in presenza. Al Gandhi, ad esempio, mancano all’appello i sei docenti che erano stati inizialmente assegnati. «L’organico Covid mi avrebbe aiutato a dividere due quinte in tre gruppi classe – lamenta il preside Mario Battiato – Diventa difficile garantire un servizio essenziale in questa situazione di carenza, tra malattie, impossibilità di nominare supplenze prima di 15 giorni, congedi per il concorso».
