Chiuso per Covid il bar "Cavalieri" di Poggio a Caiano

Il bar "Cavalieri" di Poggio a Caiano chiuso per Covid

Per il momento sono sei le persone, cinque familiari più un dipendente, messi in quarantena con la serrata del locale

POGGIO A CAIANO. La notizia ufficiale è arrivata martedì sera scritta su Facebook, ma la voce girava già da lunedì pomeriggio. Uno dei più noti e anche uno dei più frequentati bar di Poggio a Caiano, il bar Cavalieri in via Risorgimento, ha dovuto far scendere la serranda e chiudere. Causa, contagio da Covid Sars 2 nel nucleo familiare, cinque persone che da anni gestiscono il bar e punto pranzo fra i più conosciuti della zona. L'ufficialità, è arrivata via Facebook sia per voce dello stesso bar Cavalieri sia per voce del sindaco Francesco Puggelli. Per il momento sono sei le persone, cinque familiari più un dipendente, messi in quarantena con la serrata del locale. L'esito positivo ai tamponi eseguiti, dopo una febbre ad uno dei familiari, è arrivato lunedì pomeriggio. Da allora il bar è stato chiuso e controllato per alcune ore dagli stessi carabinieri, essendo appunto un luogo molto frequentato anche nel dehors esterno al coperto.

"Ci teniamo a dirvi che stiamo bene, ci siamo messi in contatto con l’Asl e con il sindaco Puggelli appena abbiamo saputo di essere risultati positivi. E il primo ringraziamento va a loro per il supporto e la vicinanza che ci stanno dimostrando - è stato scritto sulla pagina Facebook dello stesso locale - A tutela dei nostri clienti abbiamo deciso di chiudere immediatamente e preventivamente. Adesso il Dipartimento della ASL valuterà le azioni da intraprendere per ripartire in piena sicurezza per noi e per i nostri clienti. Quello che ci sentiamo di dire in questo momento così assurdo ed è una cosa che ci fa stare tranquilli è che abbiamo sempre rispettato i protocolli anti contagio e abbiamo sempre applicato tutte le indicazioni ministeriali, anche perché é evidente che la diffusione sia avvenuta all'interno del nucleo familiare". Contagio appunto all'interno della famiglia, ma con ripercussioni sull'intera attività economica dell'esercizio e, difficile a dirsi, sui clienti più assidui del bar, il cui rintracciamento potrebbe essere molto difficoltoso. A meno che molti di loro, e gli stessi esercenti del bar, non avessero sullo smartphone l'applicazione "Immuni". Alla post pubblicato dal bar ha fatto seguito quello del sindaco Puggelli.

"Volevo rassicuravi sul fatto che l’ASL ha già avviato le indagini epidemiologiche. Al momento i primi rilievi indicano che la diffusione del contagio è stata favorita dal contesto familiare più che da quello lavorativo. Stiamo comunque monitorando la situazione ma il fatto che nel locale indossassero regolarmente la mascherina e fossero rispettati i protocolli anti contagio (divisori in plexiglass, distanziamento, igienizzazioni frequenti, ecc), mi dà motivo di pensare che si tratterà di un cluster contenuto", ha scritto il primo cittadino.



 

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