L'Asl annuncia: il tampone dai medici di famiglia. Che però non sono d'accordo

L'adesione all'intesa è su base volontaria e l'assistito non dovrà pagare. Benelli e Biancalani (Fimmg): "Non ci sono le condizioni". Per ora hanno aderito solo a Sesto Fiorentino e nell'Empolese

PRATO. I tamponi Covid saranno eseguiti anche dai medici di famiglia. Lo ha reso noto oggi, 15 ottobre, l'Asl Toscana Centro. "E’ stato raggiunto in questi giorni l’accordo tra l’Asl Toscana Centro e i rappresentati delle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia per l’esecuzione del tampone nasofaringeo  per infezione da Covid- 19 da parte dei medici di famiglia nei territori dell’Area Vasta Centro - si legge in una nota dell'Asl - L’accordo riguarda l’esecuzione del tampone tradizionale e non quello rapido, che sarà invece a disposizione secondo  definizioni future. Questo permette una diagnosi differenziale dei casi sospetti da quelli con sindrome influenzale ed ha lo scopo di ridurre i tempi di attesa della diagnosi e la riduzione delle liste di attesa ai servizi territoriali. Una presa in carico del paziente sul territorio, in tempi brevi, contribuisce a garantire una capillare assistenza territoriale, evitando il sovraccarico di ricoveri ospedalieri, oltre a definire un adeguato percorso terapeutico dalla diagnosi alla guarigione. II progetto prevede una partecipazione volontaria da parte del medico di medicina generale. Sarà istituito uno specifico percorso interno all’area territoriale per la consegna dei tamponi, dei dispositivi di protezione individuale e per la consegna dei campioni nei laboratori di zona. Non è previsto alcun tipo di pagamento da parte dell’assistito. Una volta eseguito il test, il medico provvede all’accettazione e consegna del campione in laboratorio".

Tutto bene? Non proprio. I medici di famiglia, infatti, sostengono che a a Prato non ci sono le condizioni per mettere in pratica l'accordo. Il segretario provinciale della Federazione medici di medicina generale, Alessandro Benelli, replica all'Asl: "L'accordo sindacale è stato sì firmato a livello di Area Toscana Centro ma poi si declina a livello territoriale". Secondo Benelli l'accordo è stato enfatizzato in modo sbagliato perchè devono esserci le condizioni strutturali per dare questo servizio. "Cosa che a Prato non c'è". Ancora più duro l'affondo di Niccolò Biancalani, vice presidente della Federazione a livello provinciale. "Stiamo già facendo il lavoro dell’ufficio igiene che è in affanno - dice Biancalani - I tamponi li stanno prescrivendo i medici di famiglia ma non sarebbe compito nostro. Non arrivano i protocolli di apertura e chiusura delle quarantene. Abbiamo le vaccinazioni antinfluenzali in questo periodo, come facciamo a organizzare i drive per i tamponi?".

Dure critiche che in serata hanno convinto l'Asl Toscana Centro a fare qualche precisazione e una mezza marcia indietro. "L'intesa raggiunta tra l’Asl Toscana Centro e l’organizzazione sindacale Fimmg (i medici di famiglia, ndr) - si legge in una nota diffusa dall'Asl - è un accordo propedeutico nell'ambito del quale verranno attivati specifici progetti sperimentali a livello locale. Ad oggi sono state presentate le prime progettualità da alcuni medici di famiglia di due aree territoriali dell'Ausl Toscana Centro, presso alcune Aggregazioni funzionali territoriali, quella di Sesto Fiorentino e di Montelupo, Limite e Capraia, Vinci.  L'azienda sanitaria auspica sia possibile avviarne  ulteriori".

Insomma l'accordo è ancora quasi tutto sulla carta e solo pochi medici hanno aderito.

"L’accordo riguarda l’esecuzione del tampone molecolare (tradizionale) e non di quello rapido, presto disponibile - ribadisce l'Asl - Saranno ricercate strutture ad hoc a livello territoriale, rifornite di personale e dispositivi di protezione individuale per offrire  il servizio in totale sicurezza. Le persone a cui verrà effettuato il tampone saranno individuate dal medico di famiglia. La partecipazione ai progetti da parte dei medici di famiglia è assolutamente su base volontaria. Si ricorda che la responsabilità e la decisione in merito alla effettuazione dei tamponi sono del medico. Anche al fine di garantire la sicurezza rispetto al rischio di contagio, non è permesso che i cittadini si rechino a fare richiesta di tamponi presso gli studi medici, senza preventivo contatto telefonico ed autorizzazione del proprio medico".

E' ancora tutto da vedere, quindi, se i medici pratesi aderiranno volontariamente al progetto oppure se, come lasciano capire le prime reazioni dei vertici di Fimmg, preferiranno non fare i tamponi negli ambulatori.