Uccide la compagna e si suicida: una coppia serena solo in apparenza, fatale l’ultima lite

Leonardo e Claudia si erano conosciuti relativamente da poco, poi la figlia e l’inizio della convivenza nella casa della frazione della Briglia

vaiano

A caldo sembra sempre tutto rose e fiori. Una coppia come tante altre, il solito tran tran, una vita tranquilla. Ma poi, quando si scava alle radici di un femminicidio, perché di questo si tratta, emergono puntualmente i campanelli d’allarme. A sentire i vicini, che si tengono a prudente distanza dal cancello, quella tra Leonardo Santini e Claudia Corrieri era una relazione senza grossi problemi, li vedevano passare la mattina per andare al lavoro, con o senza la bambina.


Poi però emergono le prime voci dal paese e le prime testimonianze, quelle che in queste ore i carabinieri raccoglieranno per tentare di spiegare come si è arrivati a un esito drammatico. E allora si comincia a parlare di qualche lite, che andava avanti forse da settimane. Qualche urlo sarebbe stato sentito anche ieri mattina, prima che all’interno dell’abitazione in fondo alla corte calasse un silenzio di morte. Ma nessuno ha pensato che potesse essere accaduto il peggio.



«Nessuna avvisaglia - dice uno dei vicini mentre sale in macchina - Queste sono cose che non si possono immaginare». Non si possono immaginare perché sono troppo brutte, ma purtroppo ogni tanto accadono.

Dicono che Leonardo e Claudia si fossero conosciuti relativamente da poco. Lei era rimasta incinta e da un paio di anni si erano trasferiti nell’abitazione al piano terra in fondo a via Lavagnini. In realtà lì risulta residente solo lei, ma di fatto quella era la loro casa, che dividevano con la figlia. Un posto molto tranquillo, senza tanti rumori se si tolgono quelli dei bambini della vicina scuola elementare, riaperta lunedì dopo sei mesi di stop dovuti all’emergenza Covid.

Lui aveva lavorato per la Lavabianco, una società che fornisce servizi di lavaggio e forniture di biancheria agli alberghi. Ma da aprile lo chiamavano solo ogni tanto.

Non ci sono elementi per dire che la famiglia avesse problemi economici. La domanda se l’è posta anche il sindaco Primo Bosi, tra i primi ad arrivare sul luogo dell’omicidio. Lui che conosce quasi tutti a Vaiano, non conosceva Leonardo e Claudia, ma ha chiesto se per caso di loro si fossero interessati i servizi sociali o se lui avesse chiesto aiuti e sussidi in seguito all’emergenza Covid. La risposta è stata negativa e gli uffici controlleranno con calma oggi. Ma il biglietto lasciato da Leonardo Santini sembra spazzare via spiegazioni alternative ai dissidi tra lui e Claudia. Non andavano d’accordo, ha scritto. Insomma, aveva perso il lavoro ma non è stato per questo che ha perso la testa fino a togliere la vita alla madre di sua figlia. —

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