I cinesi di Prato scoprono il Covid: altri 7 casi. Non c'entra la scuola, ma la trasferta di un imprenditore

Sedici contagiati nella comunità in due giorni ma non è colpa delle scuole. Tutto è iniziato dopo la vacanza di un imprenditore orientale in Campania

prato

Ieri in tutta la Cina ci sono stati ufficialmente 18 nuovi casi di positività al Covid-19, mentre a Prato nelle ultime 48 ore sono stati segnalati 16 casi di cinesi risultati positivi al coronavirus. Rispetto a sei mesi fa, insomma, il mondo pare esserci rovesciato. Dove tutto è iniziato, nella provincia di Hubei, ora sperano di aver debellato la malattia. E dove la malattia non era arrivata nonostante tutti i timori, cioè nella più grande comunità cinese d’Italia, ora pare essere arrivata in un colpo solo.


I numeri sono impietosi. Ieri il bollettino regionale della Regione sull’epidemia segnalava altri 10 casi in provincia di Prato (9 a Prato e uno a Poggio a Caiano): ben 7 di questi sono cinesi, che vanno ad aggiungersi ai 9 (su 19) del giorno prima.

Che cosa è successo? Nessuno ancora lo sa con certezza, ma è molto improbabile che l’impennata di casi nella comunità cinese sia colpa della riapertura delle scuole, alle quali peraltro molte famiglie orientali non hanno mandato i propri figli. I tempi sono troppo stretti. Semmai potrebbe essere il risultato di situazioni isolate. Come quella dell’imprenditore cinese che è andato in vacanza con la famiglia in Campania e che si è sottoposto al tampone quando già i sintomi della malattia si erano manifestati. Nel frattempo l’imprenditore ha preso parte ad alcune situazioni conviviali e avrebbe incontrato decine di persone. Anche i suoi familiari sono risultati positivi. Un altro caso è quello di un parrucchiere, che ha avuto contatti con molte persone e anche lui è risultato poi positivo al tampone. Basta poco per far crescere i casi, come abbiamo imparato in questi mesi. E per sfatare un piacevole luogo comune che attribuiva alla comunità cinese di Prato una virtuosa prudenza.

Un’altra possibile spiegazione è che molti cinesi che finora non si erano sottoposti al tampone ora lo stiano facendo, col risultato di scoprire positività che prima non si scoprivano, ma su questo non c’è certezza. La certezza invece è che dopo i numeri di questi due giorni, molti cinesi correranno a farsi il tampone. E il consigliere comunale Marco Wong sta già prendendo contatti con gli istituti privati di analisi per attivare delle convenzioni. Una parte della comunità farà il tampone coi canali dell’Asl, un’altra parte andrà dai privati.

Le conseguenze di questa impennata di contagi nella comunità cinese non si possono ancora prevedere (la più probabile è il ritiro dei bambini dalle scuole, fenomeno già emerso da lunedì).

Tornando ai numeri generali, il totale dei contagiati a Prato sale a 763, mentre quello delle vittime resta fermo a 53 (l'unico decesso segnalato in Toscana oggi si riferisce a una donna di 83 anni in provincia di Arezzo).

In Toscana sono 13.423 i casi di positività al coronavirus, 119 in più rispetto a ieri (51 identificati in corso di tracciamento e 68 da attività di screening). I nuovi casi sono lo 0,9% in più rispetto al totale del giorno precedente. L'età media dei 119 casi odierni è di 41 anni circa (il 26% ha meno di 26 anni, il 22% tra 26 e 40 anni, il 41% tra 41 e 65 anni, il 11% ha più di 65 anni) e, per quanto riguarda gli stati clinici, il 68% è risultato asintomatico, il 21% pauci-sintomatico. —


 

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