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Studentessa del liceo “Brunelleschi” fa il tampone e va a scuola: positiva. La preside attacca i genitori

La preside Maria Grazia Ciambellotti accanto agli scatoloni di mascherine appena arrivate

Prato, nessuna quarantena in classe ma solo controlli su due compagni. Le dure parole della dirigente della scuola verso la famiglia, che ora rischia una multa

PRATO. Martedì 15 per lei era il primo giorno di scuola e si è presentata al liceo Brunelleschi – sede principale a Montemurlo e succursale nuova di zecca a Prato, polo scolastico di San Paolo – insieme a tutti i suoi compagni. Mascherina, percorsi obbligati e delimitati dai colori, solo saluti a distanza e senza baci e abbracci. Il problema è che a scuola proprio non ci doveva andare. La ragazza, di cui non riportiamo l’età per evitare spiacevoli possibilità di identificazione, si era sottoposta al tampone per il coronavirus il giorno precedente. In cuor suo sperava che fosse negativo, come lo speravano gli incauti genitori.

Nessun sintomo, fra l’altro: stava bene e non aveva motivi per dubitare delle sue condizioni di salute. Il responso arrivato nello stesso pomeriggio però ha dato un esito ben diverso: tampone positivo. Un po’ di apprensione nella classe, quando i compagni hanno capito cosa era accaduto. Lo hanno capito dall’insegnante e dalla preside Maria Grazia Ciambellotti, che ha fatto scattare tutte le procedure del caso. Intervento immediato dell’Asl. Che fare? Per Prato, appena iniziata la scuola, è un inedito assoluto. Non un caso di Covid preso a scuola, quello è evidente, ma di una studentessa arrivata positiva a scuola.

«Fortunatamente l’azienda sanitaria ha convenuto che tutte le misure di distanziamento messe in atto fossero sufficienti ad evitare che, non solo la scuola, ma anche quella classe fossero messe in quarantena – dice la preside Ciambellotti – È stato disposto un controllo solosui due compagni della ragazza che si trovavano più vicini a lei in classe. La cosa grave è un fatto simile non deve neppure avvenire. È inutile lavorare per settimane per mettere nella massima sicurezza la scuola, i ragazzi e il personale quando per una leggerezza del genere si rischia la salute degli altri e la chiusura della scuola. Sono i genitori che dovrebbero preoccuparsi per primi e se c’è un qualunque dubbio non fare andare a scuola il proprio figlio. Inutile avere ridisegnato gli spazi della scuola, fatto maxi-classi per favorire il distanziamento quando non c’è attenzione nei comportamenti esterni».

La preside Ciambelotti ha una lunga esperienza, come dirigente, insegnante ed anche assessore, ma il disappunto che traspare dalle sue parole è eloquente. «I genitori hanno sottoscritto un patto di responsabilità – prosegue la preside – tutti sanno benissimo quali sono le regole. Siamo andati classe per classe per sensibilizzare nuovamente i ragazzi e, attraverso loro, anche le famiglie. Una leggerezza inaccettabile, che non arriva peraltro da contesti disagiati o situazioni che potevano non sapere».

Fra l’altro, il liceo Brunelleschi è una delle scuole superiori che, al caso, è tra le meglio attrezzate per la didattica a distanza. «Sono sette le classi in modalità didattica a distanza. Ma ieri abbiamo fatto una ulteriore valutazione degli spazi recuperando altre 6 classi». I genitori della ragazzina positiva al tampone ora rischiano una multa salata: per questi casi, a differenza di coloro che violano la quarantena e scatta la denuncia penale, è prevista solo una sanzione amministrativa.