Raffreddore? A casa Così si rischia il blocco

L’assessore regionale Grieco annuncia test diagnostici rapidi e medici per evitare la quarantena preventiva

prato

Niente primo giorno di scuola per un alunno che frequenta un istituto comprensivo della città. Ha il raffreddore, quel male tipico di stagione che in inverno è praticamente una costante per tutti i bambini: gliel’ha portato la sorellina che frequenta il nido. I due piccoli sono a casa, in attesa del tampone che dirà se è Covid o no. E così il bambino ha saltato il rientro in classe, i genitori non vanno al lavoro perché in isolamento fiduciario. Sono chiare, del resto, le indicazioni operative emanate dalla Regione sull’avvio scolastico. In caso di un solo sintomo sospetto Covid (come il raffreddore), si rimanda al pediatra l’eventuale richiesta di tampone per accertare la diagnosi di coronavirus. Pediatra che, in questo caso, ha alzato le mani e ha richiesto il test. Una procedura ingessata che rischia di svuotare le aule e bloccare le famiglie costrette alla quarantena preventiva in attesa del tampone i cui tempi non sono sempre rapidi.


«Abbiamo cercato un punto di equilibrio tra diritto alla salute e diritto all’istruzione facendo valere il massimo principio di precauzione», spiega l’assessora regionale all’istruzione Cristina Grieco che ieri mattina ha visitato, insieme al presidente della Provincia Francesco Puggelli, il polo scolastico di via Reggiana portando il saluto a oltre cinquemila studenti del Gramsci-Keynes, Datini e Dagomari. Dall’auditorium del Datini, Grieco ha annunciato che presto arriveranno nelle scuole toscane i test diagnostici rapidi per dare un responso in pochi minuti, in concomitanza con l’arrivo dei medici scolastici reclutati dalla Regione. Figure che entreranno in servizio entro il 30 settembre: sono 500 in tutta la Toscana, 60 sul territorio dell’Asl Toscana Centro. «Serviranno a evitare la quarantena preventiva di tutta la classe evitando l’attesa del tampone».

Grieco è intervenuta anche sul capitolo mascherine, prediligendo l’opzione di quelle lavabili. «Pensiamo di fornirne due a testa evitando sprechi per l’ambiente magari affidando, perché no, la fornitura alle imprese del territorio». Primo giorno di scuola anche per il preside del Datini Daniele Santagati, anzi ultimo giorno di scuola. «Ad agosto, dopo 46 anni, andrò in pensione, ma io oggi ho visto ragazzi felici di tornare a scuola e questo mi ha ripagato di tutta la fatica degli ultimi mesi. Vederli in divisa mi riempie il cuore: è la dimostrazione di un forte attaccamento alla scuola». Il collega Stefano Pollini, responsabile della rete Rispo che raggruppa gli istituti pratesi, lancia una proposta. «Ci piacerebbe che le scuole potessero rimanere aperte il pomeriggio per dare la possibilità ai nostri ragazzi di studiare in ambienti sicuri e protetti». Questi spazi, ad esempio, potrebbero essere le biblioteche. Infine, i complimenti della Regione ai presidi pratesi. «Hanno predisposto un’organizzazione esemplare, grazie a quanti hanno lavorato con determinazione per offrire questa ripartenza – conclude l’assessora Grieco – Prato oggi ci dà un bell’esempio di una scuola che è pronta ad affrontare la sfida della pandemia». —



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