Sos parrucchiere ed estetiste: "Abusivi cresciuti del 30%"

La conferenza stampa nella sede della Confartigianato

Con le misure anti-Covid impegno raddoppiato, meno clienti e stessa burocrazia. Nasce il “salone digitale” con una App per l’agenda degli appuntamenti

PRATO. Lavorano di più dovendo continuamente sanificare gli ambienti di lavoro ma hanno l’agenda degli appuntamenti quasi dimezzata. Le attività di parrucchieri ed estetisti si leccano le ferite dopo quasi due mesi e mezzo di stop forzato dovuto al coronavirus. «Abbiamo avuto molto lavoro alla riapertura ma non sono stati certo recuperati tutti i clienti persi a primavera, la stagione migliore per le nostre attività grazie alle cerimonie», lamenta Barbara Catani presidente della federazione benessere di Confartigianato Imprese Prato. Per gestire il flusso di clienti nel periodo post-Covid, l’associazione ha lanciato il sistema Sidi Benessere per digitalizzare le agende di appuntamenti a disposizione di acconciatori ed estetisti.

SALONE DIGITALE

Basta un click per prenotare on line l’appuntamento accedendo al sito internet del salone: dopo aver inserito il proprio numero di telefono e scelto il servizio, il giorno e l’ora, il cliente riceverà una notifica per Sms che vale come prenotazione. «Supportare le imprese sulla strada della digitalizzazione è un impegno preciso che ha avuto un’ulteriore accelerazione dopo l’emergenza Covid», racconta Cristina Pacini, dirigente di Confartigianato Prato con delega alla comunicazione. Per questo nella sede di viale Montegrappa è stato attrezzato uno specifico ufficio digital sotto la guida di Silvia Palandri, per accompagnare le imprese nel campo del digitale e della comunicazione social.

PRIORITÀ SICUREZZA

Mascherine, igienizzanti, camici monouso, protezione per cellulari e borse delle clienti. La fase 3 per i saloni di bellezza non è mai arrivata: le attività sono più o meno rimaste agli stessi protocolli anticovid definiti prima del 18 maggio, alla riapertura dopo il lockdown. «Non bisogna abbassare la guardia proprio ora – incalza Catani –– Lavorare dieci ore con la mascherina è certamente dura ma i clienti sono i primi ad apprezzare l’importanza di farsi una piega in un ambiente sicuro. Un’ordinanza regionale ha stabilito come si possa nuovamente tenere le riviste in consultazione nei saloni ma, non a caso, diversi colleghi preferiscono evitare per una maggiore prevenzione». Serve soprattutto più tempo per gestire ogni singolo cliente, per prepararlo con i dispositivi di protezione individuale, per sanificare le sedute. Logico che l’agenda appuntamenti si dilati e, se prima un parrucchiere faceva venti clienti al giorno, ora ne farà dodici.

MENO BUROCRAZIA, PIÚ AIUTI

Le aziende del settore benessere si appellano al Comune per chiedere di semplificare la prassi del “posto poltrona” che viene affittato a giovani colleghi. «A Prato sono previsti dei costi notarili per firmare il contratto: snellire la burocrazia potrebbe essere di aiuto per il comparto», fa notare Catani. Un settore vivace, attrattivo per i giovani: prima del lockdown, fra il gennaio e il marzo 2020, si è registrato il 2, 8% di aperture in più rispetto al primo trimestre del 2019.

Durante la quarantena il fenomeno dell’abusivismo ha preso campo. All’osservatorio di Confartigianato risulta che il “nero” delle parrucchiere ed estetiste sia aumentato di circa il 30%. «Dati empirici, frutto delle segnalazioni che riceviamo – racconta il responsabile della categoria benessere Enzo Lucchesi – Un mese fa siamo stati contattati dall’assessora alla sicurezza Flora Leoni per capire meglio la diffusione del fenomeno in modo che il Comune possa potenziare i controlli».

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