La Cgil: "Il decreto Rilancio snobba il tribunale di Prato". Scatta l'agitazione

Cronica carenza di organico negli uffici giudiziari, il sindacato di piazza Mercatale annuncia iniziative e scrive ai parlamentari pratesi

PRATO. «Ancora una volta il Palazzo di giustizia di Prato viene dimenticato dal governo nazionale». Il riferimento è al decreto Rilancio e a denunciare l’ennesima dimenticanza delle gravi carenze di personale negli uffici giudiziari pratesi è la Cgil Funzione pubblica, che ha proclamato lo stato di agitazione - prodromo di possibili scioperi - e una lettera indirizzata ai parlamentari pratesi: i deputati Giovanni Donzelli, Yana ChiaraEhm, Antonello Giacomelli, Erica Mazzetti, Giorgio Silli e il senatore Patrizio La Pietra.

È duplice l’azione del sindacato dei pubblici dipendenti di piazza Mercatale, che nella lettera ai parlamentari, firmata dal segretario generale Sandro Malucchi, rileva come tra le assunzioni previste per la giustizia dal decreto Rilancio (2.700 cancellieri, 400 direttori, 150 funzionari giudiziari specificatamente assunti per i distretti di Venezia, Bologna, Torino, Milano, Brescia), «ancora una volta il Palazzo di giustizia di Prato viene dimenticato dal governo nazionale». Eppure scrive ancora Malucchi la carenza d’organico, che «incontrovertibilmente e in più di una circostanza, abbiamo dimostrato essere il problema del tribunale di Prato», si manifesta nei numeri che la Corte d’Appello di Firenze, con nota del 3 dicembre 2019, inviava al ministero di Giustizia: «nel 100% per il dirigente amministrativo, nel 60% per il direttore amministrativo, nel 35,3% per il funzionario giudiziario e nel 70% per il cancelliere». Una situazione che si ripete per la Procura della Repubblica, fotografata nella relazione annuale del giugno 2019 in «una carenza del 100% della figura del dirigente, del 50% del direttore amministrativo, del 75% del funzionario giudiziario, del 66,67% del cancelliere», e per gli uffici di notificazione, esecuzione e protesti (Unep) e del giudice di pace.

La carenza negli organici, peraltro, scrive ancora Malucchi, «si inserisce in un contesto distrettuale dove nessun altro tribunale soffre di tale discrasia organizzativa, anche e soprattutto in relazione ai carichi di lavoro: in via esemplificativa e nella logica della analisi comparativa infra-distrettuale, il personale amministrativo del tribunale pratese ha assegnati, mediamente, più fascicoli di ogni altro tribunale toscano». A detta della Funzione pubblica Cgil il tribunale pratese dovrebbe contare su 112 operatori, mentre ne ha soltanto 44. Da qui la proclamazione dello stato di agitazione, in prossimità della conversione in legge del decreto che, ricorda Malucchi, è «iniziativa prodromica alla proclamazione dello sciopero».