Gara vinta da coop in crisi, nubi sul pronto soccorso di Prato

Il pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano (foto d'archivio)

Protestano la Uil e 50 lavoratori del front office: "La CoopLat è in difficoltà, con quali garanzie può riprendersi i dipendenti degli ospedali?"

PRATO. Non hanno perso nemmeno un giorno di lavoro durante i mesi peggiori della pandemia, ma ora si ritrovano a non conoscere il proprio futuro lavorativo. Questione davvero di una manciata di giorni. Sono gli operatori del front office del pronto soccorso dell'ospedale di Prato e degli altri ospedali dell’Asl Toscana Centro che, con la nuova gara di affidamento del servizio fatta da Estar nei primi mesi dell’anno, si ritrovano a non capire cosa dovranno fare a partire dal prossimo 1 luglio. Al pronto soccorso di Prato gli operatori impiegati dalla cooperativa sociale Sintesi, la società che aveva finora l’affidamento del servizio, sono cinque, tre a tempo indeterminato e due a tempo determinato, e nell’intera rete dell’Asl si parla di una cinquantina di lavoratori.

Dal prossimo 1 luglio tutte queste figure dovrebbero passare di colpo dal licenziamento dalla cooperativa Sintesi alla nuova assunzione nel Cns, consorzio nazionale di cooperative fatto ad hoc, che si è aggiudicato la gara di Estar. Qui spunta Cooplat, cooperativa che da tempo soffre di non piccoli problemi economici, che è la capofila del Consorzio. Insomma, passaggio dei lavoratori dalla cooperativa sociale Sintesi e Minerva, a loro volta anch’esse parte del Cns, a Cooplat ma con tanti punti interrogativi.

Il primo di tutti, è quello della salute economico-finanziaria della società cooperativa di Firenze, la Cooplat appunto, che ha sulle spalle pesanti problemi finanziari e una difficile ricapitalizzazione che, pur tentata a fine 2019, non è riuscita a far rialzare la società.

«Come lavoratori abbiamo avuto la comunicazione di tutto questo con una telefonata – dice uno degli operatori più anziani che ha avviato il servizio del front office al pronto soccorso di Prato – niente di più. Quello che ci preoccupa molto è la stabilità economica della Cooplat. Sappiamo che si trova in serie difficoltà da tempo e che ritarda anche nel pagamento degli stipendi». Martedi, due giorni fa, la riunione urgente fra i livelli regionali dei sindacati confederali e Estar ha cercato di mettere a punto un ventaglio di soluzioni.

«Date le difficoltà esplicite di Cooplat dobbiamo valutare con Estar la riassegnazione dell’affidamento del servizio e dobbiamo tutelare i lavoratori», dice Marco Conficcone segretario regionale della Uil Tucs. L’affidamento esternalizzato del front office nacque proprio a Prato più di dieci anni fa, poi si è allargato a tutta la nuova Asl. All'ospedale di Prato, il front office col tempo è diventato un servizio con circa tredici ore di apertura dello sportello e diverse mansioni amministrative affidate agli operatori della cooperativa.

«Va trovata una soluzione quanto prima per i lavoratori e la Regione deve impegnarsi a mantenere i livelli minimi degli stipendi, anche col passaggio contrattuale». Dal 1 luglio gli operatori passerebbero, infatti, da un contratto nazionale delle cooperative sociali ad uno delle cooperative multi servizi. Altro punto dolente di tutta la vicenda, perché dopo anni di lavoro perderebbero anche soldi in busta paga.