Riduzione in schiavitù e violenze sessuali: arrestato il finto "vampiro"

Matteo Valdambrini, lo studente messo agli arresti domiciliari

Prato, ai domiciliari il giovane accusato di aver abusato di alcuni adepti della "setta" che aveva creato. È accusato anche di pornografia minorile

PRATO. È stato arrestato il finto "vampiro", Matteo Valdambrini, lo studente universitario di Montemurlo indagato a febbraio con l'accusa di violenza sessuale nei confronti degli adepti di una specie di setta di cui si era proclamato capo. Gli uomini della squadra mobile di Firenze, che da un anno indagano sulle pratiche dell'uomo di 23 anni, gli hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Sono 13 gli episodi di violenza sessuale che gli vengono contestati.

Tutto è nato da una denuncia presentata alla squadra mobile più di un anno fa da parte della madre di uno dei giovani che sostenevano di essere stati sottoposti ad abusi sessuali durante un rito di iniziazione. Poi altri hanno raccontato la stessa storia. Il sedicente "vampiro" organizzava questi riti nel parco di Galceti, al parco Le Fontane di Galciana e al Multiplex Omnia di Prato, ma gli atti sessuali sono avvenuti prevalentemente nella sua auto, una Lancia Y,

L'ordinanza di custodia è stata eseguita dalla squadra mobile dal Servizio centrale operativo della polizia. L'ordinanza è stata firmata dal gip di Firenze su richiesta della Procura. Oltre che di violenza sessuale, il giovane è accusato di riduzione in schiavitù e pornografia minorile.

Sono partite dalla denuncia della madre di due giovani vittime e da quella dell'Osservatorio nazionale abusi psicologici, le indagini che questa mattina hanno portato all'arresto del 23enne di Monntemurlo, accusato di aver creato una setta e di aver abusato dei suoi adepti. Molte vittime, spiega la polizia in un comunicato, "venivano attratte dalla promessa di sbloccare le loro potenzialit e risolvere i loro problemi di isolamento, solitudine finanche, talvolta, di depressione". Il 23enne, spiega sempre la polizia, avrebbe approfittato della condizione di vulnerabilità psicologica delle sue vittime, mantenendole in una "soggezione continuata", inducendole a credere tra l'altro alla presenza di creature invisibili come vampiri e lupi mannari. I suoi seguaci erano convinti di essere dei prescelti incaricati di salvare il mondo, "entità non umane" che, al fine di acquisire più poteri, sarebbero state costrette a rituali di ogni genere, comprese violenze fisiche e pratiche di natura sessuale. In alcuni casi le violenze avrebbero provocato nelle vittime la temporanea perdita dei sensi. Il "diavolo" diceva anche di essere capace di trasformarsi, attraverso una pratica che chiamava shifting, in altre creature. Le vittime sarebbero inoltre state costretti ad inviargli foto di nudo via Whatsapp. Le immagini, diceva il 23enne, non venivano visualizzate da lui ma da "Hydra", un'entita' cibernetica.