Bambini al parco, la Cisl accusa la maestra: "Fa passare le colleghe per vagabonde"

Secondo Claudio Gaudio, segretario del settore scuola, l'insegnante di Prato ha portato fuori i suoi alunni "in barba alle norme di sicurezza". Uno schiaffo alla buona volontà

PRATO. Quello della maestra Francesca Sivieri, l'insegnante della scuola materna Meucci che da lunedì 25 porta i bambini della sua scuola in un parco per leggere loro le sue storie, è un esempio da non seguire, perché lascia intendere che le sue colleghe sono delle vagabonde.

Lo sostiene Claudio Gaudio, segretario della Cisl Scuola di Firenze e Prato, commentando l'iniziativa della maestra pratese. Un intervento illuminante, quello di Gaudio, sulle resistenze che in queste settimane hanno impedito di riaprire le scuole di ogni ordine e grado, ma soprattutto le materne, nonostante le tante richieste dei genitori che sono tornati al lavoro e vorrebbero non lasciare i figli ai nonni. Non a caso l'iniziativa della maestra pratese aveva suscitato molti commenti positivi e lo stesso sindaco Matteo Biffoni l'aveva presa ad esempio nella lettera che ha scritto alla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina per chiedere una riapertura anche parziale delle scuole.

"Deve essere una sorta di ”contagio” quello che ha colpito i sindaci del Pd - commenta causticamente Claudio Gaudio - Dopo Nardella anche Biffoni è colto dalla irrefrenabile esigenza di riaprire le scuole dell’infanzia fino al 30 giugno. Invece di concentrarsi sulla ormai prossima apertura dei centri estivi, questi si di sua esclusiva competenza, Biffoni sente il bisogno di scrivere una lettera "strappalacrime" alla ministra Azzolina implorando la riapertura delle scuole, paragonate con disinvoltura ad una qualunque attività commerciale nel frattempo riaperta. È così difficile capire che, se fosse stato possibile, i docenti il personale Ata e gli alunni sarebbero stati ben felici di tornare a scuola? Ma se questo non è avvenuto è solo perché il Governo e le autorità sanitarie (Comitato tecnico scientifico), non lo hanno consentito e quindi questi appelli localistici al rientro appaiono quanto meno ingenui per non dire strumentali, a meno che non si pensi che i docenti possano autonomamente decidere di rientrare a scuola violando le norme imposte dalle autorità".

Poi la stroncatura dell'idea avuta dalla maestra pratese. "Appare davvero scoraggiante, come purtroppo sta avvenendo nella comunità Pratese - scrive ancora Gaudio - portare ad esempio la maestra che intrattiene in un parco i bambini, non si capisce bene a che titolo ed in barba a tutte le norme di sicurezza attualmente in vigore, lasciando intendere che le altre colleghe siano delle “vagabonde” solo perché stanno portando avanti il loro lavoro con le modalità ad oggi consentite dalla situazione sanitaria. Cerchiamo tutti, piuttosto, di lavorare perché a settembre si possa riaprire in assoluta sicurezza senza forzature inutili e sterili su questi ultimi giorni di scuola".

Su cosa si basi l'affermazione del sindacalista secondo la quale la maestra Francesca intrattenga i bambini nel parco "in barba a tutte le norme di sicurezza" non è dato sapere. Dalle foto che anche il Tirreno ha pubblicato si vede che i bambini stanno seduti sull'erba, distanziati l'uno dall'altro, una scena che vediamo quotidianamente nei parchi cittadini da quando il Comune ha deciso di riaprirli, senza che nessuno gridi allo scandalo. Il "non detto" della nota sindacale è il fastidio di chi sta a casa, peraltro pienamente retribuito (cosa che non è accaduta a molti lavoratori del settore privato), di fronte alla buona volontà di una maestra che ha deciso di fare qualcosa per non arrendersi al fatto che le scuole, chiuse dallo scorso 5 marzo, restino chiuse fino a settembre.