Tornano le messe: ingressi e uscite separati come nei bus e salmi proiettati sui muri

Le chiese di Prato si attrezzano per la ripartenza del 18 maggio. Il parroco di San Bartolomeo sta pensando di utilizzare anche il portico per ampliare gli spazi rispettando le distanze

PRATO. Dal 18 maggio i fedeli potranno partecipare alla celebrazione della messa. Dopo l’accordo fra governo e Conferenza episcopale, quindi, via libera alle funzioni religiose con la presenza del popolo. I parroci si tanno preparando per questo nuovo tipo di celebrazione che prevede misure restrittive per tutelare le persone. Il numero di quanti potranno partecipare alle funzioni lo deciderà il parroco in base alla grandezza della propria chiesa. I fedeli dovranno indossare la mascherina, niente scambio della pace, niente acqua santa e Comunione solo sulla mano che dovrà essere data dopo che il celebrante si è igienizzato le mani e avrà indossato guanti monouso. Ma come si stanno attrezzando i sacerdoti pratesi in vista del 18 maggio? Ecco alcuni esempi.

INGRESSI E USCITE SEPARATI COME SUI BUS

Il parroco di Sant’Agostino è padre Sergio Pavan dell’ordine dei Sacramentini, una congregazione gravata da alcuni lutti di sacerdoti morti a Bergamo a causa dal Coronavirus. «Al momento – spiega padre Sergio – devo ancora vedere di quanto si dovrà ridurre il numero dei fedeli che potranno partecipare alla messa. Andrà rispettata la distanza prevista da persona a persona ovvero di un metro e mezzo. La nostra chiesa – aggiunge il parroco – avrà una porta solo per gli ingressi e un’altra per l'uscita. Verranno affissi degli avvisi dove sarà indicato il numero massimo di fedeli per ogni celebrazione e le regole da rispettare. La fede – termina il parroco - ha anche un aspetto comunitario e in questo periodo ho colto questo aspetto da parte dei fedeli: il desiderio di ritrovarsi insieme. Fra poco sarà di nuovo possibile ma bisognerà rispettare tutte le avvertenze».

SAN BARTOLOMEO SI AMPLIA COL PORTICO

Anche nella chiesa di piazza Mercatale il parroco è al lavoro per organizzarsi in vista del 18 maggio. «Intanto – esordisce don Marco Natali – sono state distanziate le panche e dei cinque posti disponibili ora se ne potranno utilizzare solo due. Dove non è possibile sedersi abbiamo messi dei cartelli con scritto “Qui non mi siedo”. I fedeli possono entrare da una porta e uscire da un’altra. Sto pensando di utilizzare anche il piccolo portico davanti la chiesa, così da poter aumentare il numero di posti a sedere collocando delle sedie. È chiaro – aggiunge – che ci saranno dei cambianti ma sono necessari». Don Natali nel periodo durante il quale non ha potuto celebrare messa con i fedeli è stato sempre vicino ai suoi parrocchiani, ai poveri che hanno bussato alla sua canonica, ha telefonato ai suoi fedeli oppure passando sotto casa li ha chiamati per sapere come stavano. Il sacerdote è originario del bergamasco e durante questi mesi ha subìto tanti lutti a causa del Coronavirus: ha perso due zii, cinque cugini, un cognato e alcuni conoscenti. Non è potuto andare a Bergamo a portare conforto ai suoi cari e spera di poterlo fare quando le misure restrittive vigenti lo consentiranno.

SAN PAOLO: SALMI PROIETTATI SUI MURI

Venerdì mattina don Jean Jacques Ilunga era nella sua parrocchia di San Paolo a Stagnana. A prendere le misure su come può sfruttare al meglio la chiesa in vista del 18 maggio. «Ma qui – dice – non ho problemi di spazio. Perché oltre alla chiesa utilizzerò anche il sottochiesa che è coperto e dove verranno messe delle sedie e dove sarà possibile partecipare all’Eucaristia grazie a dei microfoni». Le nuove regole prevedono di eliminare libretti dei canti così come i foglietti per seguire le varie parti della celebrazione. «A riguardo – spiega il prete – sto pensando di proiettare, se possibile, i testi della liturgia sui muri così da permettere ai fedeli di seguire meglio».