Protesta in carcere a Prato: celle in fiamme ma la rivolta è stata domata

La polizia in assetto di sommossa

Polizia e carabinieri hanno cinturato la zona del penitenziario. Il prefetto: "Un gruppo di detenuti ha cercato di sfondare un cancello". Due agenti intossicati

PRATO. Protesta nel primo pomeriggio di lunedì 9 marzo nel carcere di Prato. Tutto è partito dalla terza sezione dove si trovano i detenuti di media sicurezza che hanno cominciato prima a urlare e poi a lanciare oggetti. In alcune celle inoltre sono stati bruciati alcuni materassi, come è stato confermato anche dal prefetto, Rosalba Scialla, ma gli incendi sono già stati domati dai vigili del fuoco. Non risultano detenuti feriti mentre due agenti sono stati intossicati dal fumo.

Il penitenziario è stato circondato da polizia e carabinieri. In mattinata la polizia penitenziaria aveva fatto sapere che la situazione alla Dogaia era tranquilla rispetto ad altre case circondariali, da nord a sud, dove erano in corso violente proteste, poi la situazione è precipitata. La situazione è sembrata in un primo momento sotto controllo, ma poi alcuni detenuti sono riusciti ad evadere e nel giro di pochi minuti l'evasione, confinata al piazzale esterno al carcere, si è allargata. Intorno alle 14 un elicottero ha sorvolato il carcere.

I disordini nel carcere di Prato "riguardano il settore con detenuti di media sicurezza - ha detto il prefetto di Prato Rosalba Scialla - non tutti i detenuti partecipano alla rivolta". Alcuni hanno anche tentato di sfondare un cancello esterno al loro reparto che dà accesso al cortile che si trova comunque all'interno della struttura. Nel carcere è poi cominciata una trattativa tra i detenuti e i dirigenti della polizia penitenziaria e della polizia di Stato, affinché tutti rientrassero nelle celle. Secondo quanto appreso, la situazione sarebbe tornata sotto il controllo delle autorità.

Intanto, dall'esterno si è sentito più volte un forte rumore di tazze, contenitori e altri oggetti che venivano battuti sulle sbarre delle celle dai detenuti che urlavano: "Libertà, libertà". Su un lato del carcere è possibile notare sulle pareti esterne i segni del fumo e della fuliggine causati dagli incendi. Oltre allo schieramento di decine di poliziotti e carabinieri nelle vie esterne alla struttura, un elicottero delle forze dell'ordine ha sorvolato più volte l'area del carcere a bassa quota.

"La situazione è tornata al momento sotto controllo, anche se siamo costretti a monitorare costantemente il carcere perché temiamo che in queste ore difficili ci possa essere un ritorno alla protesta".  E' quanto ha spiegato dall'interno della casa circondariale di Prato Dogaia il direttore Vincenzo Tedeschi.