Il Comune cerca privati per recuperare gratis il salotto buono del paese

Uno dei rendering in mostra a Carmignano

In mostra le idee sullo spazio Santa Caterina: è pubblico da vent’anni, ma deve essere ristrutturato per metterlo
a disposizione dei residenti

CARMIGNANO. L’assessore Francesco Paoletti la butta lì. «Tra un anno mi piacerebbe presentare il progetto definitivo per il recupero degli spazi del Santa Caterina». Un progetto che attinga da tutte le idee che sono state presentate e non solo dall’elaborato che ha vinto il concorso. Poi dovranno essere cercate le risorse, regionali o europee, per partire. Ma potrebbe non essere necessario.

«Il progetto – confida l’assessore – è capace infatti di essere autosufficiente. Basterebbe trovare un’azienda disposta ad investire due milioni e mezzo di euro». Il privato farebbe fruttare il suo investimento vendendo abitazioni e fondi commerciali. Il pubblico si ritroverebbe, a costo zero o quasi, giardini, piazze e parcheggi, qualche spazio in più per uffici e una grande sala polivalente per mostre, convegni e iniziative ora assente. E così l’obiettivo (e il sogno) di aprire il cantiere entro il 2021 non diventerebbe più così impossibile.

Difficile dire oggi come sarà il Santa Caterina. Qualcosa si può intuire dai disegni che raccontano i diciotto progetti che hanno partecipato al concorso di idee bandito dal Comune di Carmignano, in mostra fino al 18 ottobre nelle ex Cantine Niccolini, che è un altro edificio nel centro di Carmignano in cerca di autore e bisognoso di investimenti e restauri. L’obiettivo è però dichiarato: fare del Santa Caterina il salotto buono di Carmignano, con spazi all’aperto e al chiuso da vivere e da percorrere anche a piedi. Questo spicchio di paese racchiuso tra piazza Niccolini e via Modesti (2.100 metri quadri, più di un edificio che sta cadendo oramai a pezzi e terreni per altri 5.700), aspetta un’idea concreta dal 1999, quando il complesso diventò del Comune.

C’è stato realizzato un salutare parcheggio all’aperto. Poi più niente, fino a quando la giunta Prestanti ha deciso di coinvolgere cittadini ed abitanti sul futuro utilizzo: ad ottobre 2017 è partito il confronto, l’anno scorso ad ottobre il concorso di idee ed ora la mostra. «È stato bello vedere architetti da mezza Italia interpretare i luoghi in modo anche diverso da chi li vive ogni giorno» chiosa Paoletti. Il Comune aveva fissato una serie di paletti, i professionisti ci hanno messo l’invenzione.

Ecco così che nel progetto dell’architetta Bellapadrona, primo, il parcheggio si fa tutto sotterraneo, aperto su un lato verso la valle, e trovano spazio giardini, funzioni diverse e ben tre piazze in successione: l’ultima, panoramica, verso il percorso pedonale per le scuole. Fabrizio Filippelli, secondo classificato, gioca con le rotondità: strizza l’occhio al Pontormo, di casa a Carmignano, rimanda alla tradizione nelle forme ma innova nei materiali. Matteo Cecchi, professionista trevisano ma cresciuto ad Empoli (e che conosceva Carmignano), terzo, rilegge le linee medievali del paese e prova a dare corpo ad un centro che oggi si fa fatica a percepire.

Costruisce di meno e più piccolo è anche il parcheggio sotterraneo (con costi dunque minori). Apre un vicolo tra il Santa Caterina e piazza Niccolini, interra la grande sala polivalente e lascia spazio a giardini e verde. «Suggestioni interessanti non mancano negli altri elaborati» spiega Paoletti. Come saranno utilizzate lo vedremo tra un anno.