"Non mi faccio toccare da un medico straniero": indagato l'ex assessore

L'ex assessore Roberto Caverni

Roberto Caverni, già consigliere regionale per Forza Italia, è accusato di oltraggio a pubblico ufficiale aggravato dall'odio razziale. Nega di aver detto quelle parole, ma alcuni testimoni confermano

PRATO. "Non mi faccio mettere le mani addosso da un medico straniero". C’è questa frase, contestata da chi l’avrebbe detta, all’origine di un’inchiesta aperta dalla Procura di Prato sull’ex assessore comunale alle Attività produttive Roberto Caverni, che risulta essere indagato per oltraggio a pubblico ufficiale aggravato dall’odio razziale.

La frase, secondo quanto scritto in una denuncia presentata da un medico urologo di origini albanesi in servizio all’ospedale di Prato, Arben Belba, sarebbe stata detta al culmine di una lite nel reparto di Chirurgia del Santo Stefano, alla fine di luglio. Un paio di settimane dopo è stata presentata la denuncia e i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria hanno già sentito i testimoni presenti al momento della lite, che avrebbero confermato la versione del medico.

Roberto Caverni, 71 anni, industriale prestato alla politica e già consigliere regionale dal 2000 al 2004 per Forza Italia, poi consigliere comunale dal 2004 al 2009, infine assessore alle Attività produttive della giunta Cenni dal 2009 al 2014, era ricoverato al Santo Stefano per i postumi di un intervento chirurgico di rimozione di un tumore. Intervento riuscito ma con inevitabili strascichi dolorosi. In quei giorni è accaduta la lite che potrebbe dare origine a un processo. Sono tutti d’accordo nel dire che il diverbio si è verificato durante un “giro visita”, poi però le versioni divergono in maniera insanabile.

Il medico sostiene che il paziente lo ha apostrofato in malo modo a causa delle sue origini. "Non mi faccio toccare da un dottore straniero" avrebbe detto Caverni, ricordando poi al medico albanese di essere stato "un consigliere per un partito di destra". La lite ha raggiunto sicuramente toni molto accesi, tanto che successivamente il dottor Belba ha deciso di sporgere denuncia contro Caverni. Che ora prova a dare una versione molto diversa. "Ero stato appena operato - dice l’ex assessore - ed ero ancora in parte sotto l’effetto dell’anestesia, anche se peridurale. Soffrivo di forti spasmi e sinceramente non ricordo con esattezza che cosa ho detto. Però ricordo che quel dottore a un certo punto mi ha detto che sarei stato meglio al mercato, anziché in ospedale, perché facevo confusione. Non sapevo nemmeno che era straniero, l’ho capito solo quando gli ho chiesto il nome e mi ha fatto vedere il cartellino. Comunque è bene che si faccia un processo: non si può andare negli ospedali ed essere trattati male".

Stando a quanto risulta al Tirreno, però, i testimoni che in queste settimane sono stati sentiti dalla sezione di pg dei carabinieri presso la Procura su delega del procuratore Giuseppe Nicolosi avrebbero confermato la versione del medico, antitetica a quella dell’ex assessore. Arben Bebla non è l’ultimo arrivato. Trentasette anni, originario di Durazzo, si è laureato nel 2008 a Siena col massimo dei voti e si è specializzato in urologia a Firenze nel 2014, sempre col massimo dei voti. Dal 2012 collabora col Guy’s Hospital di Londra e fa ricerca al Centro oncologico fiorentino. Ricevuto l’avviso di chiusura indagini, Caverni potrà raccontare la sua versione al procuratore.