Il playground del Serraglio, un nuovo modo di vivere Prato

Presentato al Castello dell’Imperatore il docu-film del regista Simone Ducci Il sindaco Biffoni: «I nostri ragazzi ora chiedono anche il parkour free running»

PRATO. Lo hanno definito il “miracolo” del Serraglio, la rinascita di un’area come quella fra la stazione ferroviaria e il Pin di piazza Ciardi. Lunedì sera al Castello, “Serraglio ! A city playground” realizzato da Simone Ducci , cortometraggio digitale di 16 minuti patrocinato dal Comune e dal Polo Universitario di Prato, ha avuto la sua anteprima integrale di fronte ad un pubblico né rumoroso né foltissimo, ma sicuramente attento.

Il Tirreno (media partner dell’evento) ha presentato la serata, il lavoro di Simone Ducci con gli ospiti, dal direttore del Pin Università di Firenze Enrico Banchelli al sindaco Matteo Biffoni, all’assessore allo sport Luca Vannucci, al presidente dell’associazione Street Basket Marco Scarselli e a Luca Magni in rappresentanza dei medici sportivi pratesi. Il playground Federico “Yoghi” Giuntoni del Serraglio ha cambiato radicalmente il tessuto urbano di una parte della città, fino al 2015 una delle più delicate e criticate di Prato per il radicamento di spaccio di droga e malavita. Poi d’un tratto, lo switch che ha cambiato le sorti non solo di questa zona vicina al polo universitario, ma di giovani generazioni di pratesi di ogni colore e lingua che nel playground hanno il loro “campino”, il luogo di ritrovo, di gioco e di socialità. Insomma, un’altra città.


«Ricordo bene nel 2014 quando mi arrivavano le foto sul cellulare del parcheggio del Serraglio e di questa zona in preda al peggior degrado. Non tutto è fatto oggi, c’è ancora da fare e da migliorare, ma mi sembra che si sia compiuto qualcosa di importante» ha ricordato il sindaco Matteo Biffoni. E che qualcosa di importante sia stato fatto viene fuori con chiarezza dal video, ben costruito nella narrazione e nella tecnica, di Simone Ducci, non nuovo a esperimenti documentari di questo tipo.

«Passando dal playground, mi sono accorto che la città stava cambiando in modo deciso. Ragazzi di ogni colore e cultura giocavano assieme, fuori dagli stereotipi e dalle urla razziali di questo mondo. Mi sono detto che qui valeva la pena approfondire e filmare», ha detto Simone Ducci. Un docu-film che non fa staccare gli occhi dal video, pensato per i social e per internet, ma ottimo prodotto cinematografico anche per il grande schermo.

«Ringrazio i ragazzi intervistati, quelli del campino, le loro storie e il loro racconto e i privati che mi hanno aiutato nel finanziare questo lavoro».

Per Marco Scarselli, Street Basket Prato, non solo parole di ringraziamento, ma “di supporto ad amare un sport come il basket e a renderlo diffuso come collegamento fra persone diverse, culture diverse. Lo sport è dialogo – ha detto Marco Scarselli – è vivere fuori da una dimensione solo individuale e ristretta. Quella del playground del Serraglio è un’altra città». «Abbiamo in testa di andare avanti sui playground ne stiamo finendo altri – ha precisato Matteo Biffoni – come quello dell’Ippodromo. Stiamo affrontando anche il ‘Parkour free running’ , mi preoccupa un po’ a dir la verità ma è richiesto dai ragazzi».

Il ‘Parkour free running’ è in sostanza ginnastica libera saltando su tetti e case. In Inghilterra è già uno sport riconosciuto con tanto di finanziamenti. A Prato, lo potrebbe essere a breve.

Alessandro Formichella