Dà alla luce un bimbo avuto dal figlio tredicenne degli amici di famiglia

L'ingresso del Palazzo di giustizia di Prato

Il rapporto sessuale sarebbe avvenuto durante le ripetizioni. La famiglia del minore ha sporto querela. Indaga la squadra mobile. La donna nega tutto e dà il consenso all'esame del Dna

PRATO. Un'infermiera di 35 anni è stata indagata per aver avuto rapporti sessuali con un ragazzo che all'epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 14 anni. Qualche mese fa la donna ha dato alla luce un figlio e la famiglia del quattordicenne sospetta che il padre sia il ragazzo. Il rapporto sessuale sarebbe avvenuto durante le ripetizioni d'inglese date al ragazzo dalla trentacinquenne. Quando ha scoperto di essere rimasta incinta, la donna, che è sposata ed è madre di un altro figlio, secondo la famiglia del quattordicenne ha informato il ragazzo e ha deciso di tenere il bambino, venuto alla luce in autunno. La denuncia nei suoi confronti è stata presentata dalla madre del giovane, sconvolta dopo aver appreso la notizia. Sulla vicenda ha indagato la squadra mobile della polizia.

Diametralmente opposta la versione fornita dal legale della donna, Mattia Alfano, che assiste l'indagata insieme a Massimo Nistri. Secondo il legale la donna nega di aver avuto rapporti sessuali col minore e dunque nega anche di essere stata lei a informarlo che il bambino che stava per nascere era suo. Per questo la Procura di Prato ha disposto che venga eseguito un esame del Dna che chiarirà almeno questo dubbio. L'esito dell'esame non cambierebbe comunque la contestazione rivolta alla docente, in quanto gli atti sessuali, anche se consensuali, compiuti con una persona che ha meno di 14 anni sono puniti dal Codice penale come violenza sessuale.

La donna "denunciata per violenza sessuale nei confronti di un quattordicenne ha dato il consenso all'acquisizione del proprio Dna. L'accertamento sarà eseguito dalla polizia nelle prossime ore" ha aggiunto l'avvocato Alfano, che rivela di essere stato incaricato dalla stessa assistita ieri pomeriggio, 8 marzo, quando la polizia è andata a casa della donna per la perquisizione e il sequestro di alcuni elementi nella sua abitazione. Quanto al Dna, quello che interessa agli inquirenti non è tanto quello della madre ma quello del figlio, per poterlo confrontare con quello del quattordicenne. Gli avvocati difensori negano anche che la donna indagata sia un'insegnante. In realtà sarebbe un'amica di famiglia che ha dato alcune ripetizioni al ragazzo.

Successivamente è stato spiegato che l'ipotesi di reato è quella di atti sessuali con minorenne, che presuppone un atto consensuale. Sulla relazione fra la trentacinquenne e il ragazzo di 14 anni le indagini della procura di Prato e della squadra mobile stanno svolgendo accertamenti che partono fino dalla primavera del 2017, periodo in cui sarebbe iniziato il rapporto tra i due, e durato fino a pochi giorni fa quando i genitori del minore hanno querelato la donna presentando denuncia alla polizia. Le indagini vogliono chiarire, però, se in tutto questo periodo, circa un paio di anni, ci siano sempre stati rapporti sessuali: se così fosse, il ragazzo avrebbe iniziato la relazione con l'adulta già a circa 12 anni, età che, in caso di conferma, potrebbe ulteriormente aggravare le responsabilità della trentacinquenne.