Offese razziste contro un giocatore della Libertas Viaccia

Il calciatore ivoriano Gbane El Hadj

Prato, Gbane El Hadj, ivoriano, espulso perché aveva reagito. La società: «Se ci sarà la squalifica non giocheremo»

PRATO. Proprio sabato scorso nel campionato juniores regionale al campo Chiavacci di via Purgatorio i ragazzi della Zenith Audax e del Mezzana hanno voluto dare voce, con uno striscione, con la scritta no al razzismo ai fatti successi, con insulti e offese, verso due ragazzi di colore della società gialloblù. Lunedì 18, in occasione della sfida del campionato amatoriale uisp di Eccellenza tra Libertà 1945 Viaccia e Las Vegas, si sono ripetute frasi ingiuriose nei confronti di un ragazzo di colore.

«Non ce la faccio più – spiega Gbane El Hadj, ivoriano giocatore della Libertà e allenatore della squadra Allievi B del Viaccia – non è possibile che devo essere offeso ripetutamente perché ho il colore della pelle diverso. Non è la prima volta e già all’andata mi avevano detto frasi incredibili. Sto pensando davvero di andare via». A urlare e inveire contro il ragazzo di colore è stato un gruppo di giovanissimi, sedicenni e diciassettenni, a seguito della squadra del Las Vegas. «Non capisco perché mi debbano prendere di mira – continua l’ivoriano – gioco a pallone insieme a loro. In certi casi faccio un po’la differenza in campo forse questo gli da fastidio ma è il colore della mia pelle che gli da fastidio. Mi hanno anche appellato scimmia o con altre espressioni figurate».

Al termine della gara, chiusa sul 2-2, Gbane è andato sotto la tribuna per chiedere spiegazioni che chiaramente non gli sono state date e c’è stato un piccolo parapiglia ma senza azioni violente. «L’unico che mi ha difeso è stato il capitano della squadra avversaria che ha chiesto di smettere ai ragazzi di usare parole non appropriate – dice Gbane – per il resto come succede solitamente nessuno interviene».

Tra l’altro ora Gbane rischia di essere squalificato perché secondo la terna arbitrale (Chiacchio, Trinci e Sparviero) è uscito dal campo prima del termine e quindi è soggetto a squalifica.

«Se dovesse davvero succedere questo – spiegano il presidente Niccolò Lastrucci e il responsabile Andrea Grassi – poiché non è la prima volta che il ragazzo subisce insulti razzisti, abbiamo deciso che, se squalificato, non faremo scendere in campo la squadra, per ogni giornata di squalifica combinata. Aspettiamo il bollettino ufficiale della Uisp e poi non giocheremo la prossima gara se sarà squalificato».