Il no al razzismo urlato da ventidue baby calciatori

Lo striscione contro il razzismo (Foto Batavia)

Dopo l’episodio di Migliarino, i calciatori del Mezzana sono tornati a giocare. Il sindaco: «Non è possibile che ragazzi vengano offesi per il colore della pelle»

PRATO. “No al razzismo” . Al campo Chiavacci di via del Purgatorio, in occasione del match tra Zenith Audax e Mezzana della categoria Juniores regionali, è stato esposto, mentre le squadre entravano in campo, uno striscione che ha voluto segnalare che tutti i ragazzi sono uguali in campo, anche se il colore della pelle è differente. 
 
«Abbiamo voluto esserci per dare forza a questo messaggio – dice ilsindaco di Prato Matteo Biffoni – non è possibile che ragazzi che giocano a pallone, o in altre situazioni, vengano offesi per la diversità di colore della pelle o per altre situazioni. Noi come amministrazione vogliamo insieme alle società, alle famiglie e alla scuola dare esempi positivi soprattutto perché Prato è una città con tante etnie e sta facendo un lavoro importante sull’integrazione». 
 
Nell’occasione i due ragazzi del Mezzana che avevano ricevuto parole ritenute insultanti per il colore della propria pelle non sono scesi in campo perché infortunati. L’arbitro nella partita disputata la settimana precedente non ha ravvisato parole o offese razziste nei confronti dei giocatori di colore e infatti nel bollettino del giovedì c’era semplicemente l’ammonizione per i due giocatori che hanno avuto il contatto in campo. 
 
«Come Federazione Gioco calcio siamo molto attenti a che vengano rispettate le regole del fair play e agli arbitri diamo disposizioni ben precise che in caso di offese o comportamenti anti razzistici vengano immediatamente sanzionati – illustra Massimo Taiti, vice presidente del comitato regionale toscano della Federcalcio – è giusto che vengano subito messi in luce. La volontà è quella di poter giocare partite con il sano agonismo e senza intimidazioni o comportamenti non corretti. Prato ha numerosi giocatori di colore che sono tesserati per le società del territorio e l’integrazione è a buon punto. Bisogna sempre stare attenti e non abbassare la guardia perché chi va oltre ci può essere sempre».
 
Tra l’altro Prato è anche punto di riferimento del progetto No violence in sport con il Cgfs? «Esatto proprio la prossima settimana ci saranno degli operatori internazionali che studiano i comportamenti legati alla violenza nello sport che non è solo razzismo ma tanti altri aspetti e grazie alla Fondazione Candido Cannavo che ha lanciato da diverso tempo il progetto Io Tifo Positivo insieme al Cgfs – spiega l’assessore allo sport del Comune di Prato Simone Faggi – potremo capire ancora più approfonditamente queste tematiche anche grazie a un convegno. Il Mezzana e la Zenith hanno voluto dare un messaggio importante ed è giusto sollecitare tutti coloro che seguono le partite a non adottare comportamenti razzisti o sotto altre forme. Il Fair play fa parte della carta etica della Regione Toscana e noi seguiamo in ogni manifestazione questa carta. Soprattutto nello sport è giusto che tutti possano giocare in base alle loro capacità». 
 
La partita è terminata 2-1 per il Mezzana proprio con una rete in zona Cesarini e nel momento del fischio finale un ragazzo della Zenith ha calciato la palla per stizza, perché aveva perso, ed ha colpito involontariamente la fotografa del Tirreno, che era in campo a svolgere il suo servizio, al volto. Il ragazzo si è subito scusato per l’accaduto, un infortunio che non turba una straordinaria giornata.