Gastronomia Toscana: "Verifiche sul pezzetto di plastica nei sughi di crostini"

Lo stabilimento di Gastronomia Toscana

Prato, l'azienda si rammarica "per quanto accaduto al consumatore e per il forte disagio causato alla nostra clientela coinvolta"

PRATO. Gastronomia Toscana, azienda produttrice dei lotti di confezione dei sughi di crostini alla toscana,  richiamati dal Ministero della salute, precisa che "il materiale estraneo rilevato nel prodotto non risulta, per sue dimensioni e natura, pericoloso per la salute di chi lo dovesse ingerire, trattasi di un corpuscolo di plastica; al momento non abbiamo ricevuto nessuna altra segnalazione simile, questo ci porta a ritenere con ragionevole fiducia che trattasi di un caso isolato; il prodotto in cui è stato rilevata la presenza del corpo estraneo è stato acquistato da un consumatore presso un supermercato che appartiene alla catena distributiva Coop; abbiamo provveduto immediatamente e in via precauzionale ad attivare la procedura del ritiro dei lotti interessati presso tutti i nostri clienti e contemporaneamente la ASL di Prato attivato la procedura del richiamo; a causa di una comunicazione incompleta effettuata dalla Regione Toscana sul sito del Ministero della salute è apparsa solo la foto del prodotto ad etichetta Conad: è bene precisare che non era quella della confezione acquistata dal consumatore, e che non sono state riportate le foto dei prodotti con le etichette utilizzate dalle altre catene distributrici coinvolte".

"Siamo rammaricati - prosegue Gastronomia Toscana - per quanto accaduto al consumatore e per il forte disagio causato alla nostra clientela coinvolta, clientela che è rappresentata dalle più importanti catene distributive del territorio toscano, con le quali collaboriamo da oltre 20 anni per sviluppare ricette e fornire prodotti a marchio delle rispettive insegne, prestando molta attenzione agli aspetti inerenti la sicurezza alimentare e del consumatore grazie alla stretta collaborazione dei rispettivi uffici Qualità e R&S.

Infine stiamo effettuando le dovute verifiche per comprendere le ragioni della presenza del corpuscolo di plastica nel prodotto, dato che questo non proviene da materiali né dell'imballaggio né degli strumenti di produzione aziendali. L'ipotesi su cui stiamo lavorando è che il corpo estraneo fosse presente nelle materie prime di cui ci avvaliamo per la preparazione dei nostri prodotti, ma gli esami sono ancora in corso e al momento non abbiamo ancora nella nostra disponibilità il “corpo estraneo” in oggetto".