Il giro del mondo nei ristoranti pratesi: la cucina multietnica non ha confini

L'interno del Summer Palace

Il feeling tra la ristorazione e la lavanderia industriale “Colonica” ha fatto nascere “Rimer”, “Summer Palace” e “Paca”

PRATO. Pratesi, cittadini del mondo. Anche a tavola. Presi per la gola da nuovi sapori, cibi autentici che li fanno viaggiare in luoghi lontani con i piedi ben fermi nella propria città. C’è un tipo di ristorazione nuova che via via si sta affermando in zona: di qualità, internazionale, cosmopolita. Attività con cui va a braccetto la lavanderia industriale “Colonica”, società controllata dal lanificio Balli. Cosa c’entrano i tessuti con il cibo? L’azienda dall’esperienza decennale, che si occupa della fornitura di biancheria per ristoranti e strutture ricettive, sta seguendo e ha seguito nell’ultimo periodo diverse aperture di ristoranti dalla connotazione spiccatamente multiculturale.. Brasile nel piatto. Negli ultimi mesi il giovane chef brasiliano, Rafael Ribeiro, classe 1993, ha aperto il suo ristorante “Ribei” in via Borgo Valsugana dove a breve introdurrà un intero menù di piatti sudamericani con forti contaminazioni della cucina brasiliana. E dove, fra una portata e l’altra, capita spesso di sentire riecheggiare note di tanto argentino. «La particolarità dei nostri clienti rispecchia un viaggio nel gusto fatto di contaminazioni poliglotte – sottolinea Gabriele Pecini Balli, giovane amministratore di “Colonica” insieme a Franco Nutini - Nuove aperture che non considerano più il pratese come il cliente finale fine a se stesso, quasi stuzzicandolo ad aprirsi, osando e magari tentando il turista di passaggio che è sempre più una realtà concreta».



Osservatorio privilegiato. Pecini Balli, del resto, è uno che ha girato tanto per lavoro entrando in contatto con più culture. Per quattro anni ha lavorato a Milano nel mondo della moda, per poi occuparsi di ricerche di location per prestigiosi clienti del Qatar. Sei mesi fa il manager trentenne è tornato a Prato per prendere le redini di una delle aziende di famiglia, portando in dote la sua esperienza in campo internazionale. Con 14 dipendenti (oltre la metà è composta da donne), la sua “Colonica” è in crescita e punta a raggiungere un aumento del 15-20% di fatturato entro il 2020.



Sapori d’oriente. Azienda pratese, cliente cinese. Come il nuovo ristorante “Summer Palace” che ha aperto sei mesi fa in via Pistoiese, nel cuore della Chinatown. Cucina tradizionale della Grande Muraglia con arredo in stile orientale che piace molto anche a chi negli ultimi giorni ha recensito il nuovo locale su TripAdvisor. Il titolare Samuel, imprenditore con gli occhi a mandorla della nuova generazione, è uno che alla tradizione tiene: così per i suoi piatti tipici ha scelto una scenografia sofisticata. Strizza l’occhio all’Oriente il ristorante “Paca” che ha aperto un mese fa in via Fra Bartolomeo: con specialità come il “Sushi del Chianti” i titolari Niccolò e Lorenzo, il primo pratese e il secondo pugliese, propongono anche una cucina contaminata da influenze asiatiche. Che siano o no clienti della lavanderia industriale controllata dai Balli, c’è da dire che il 2018 è stato un anno felice per la ristorazione multietnica a Prato. In piazza Duomo ha aperto il ristorante marocchino “Andaloussia” e alle Fontanelle, in via Traversa Il Crocifisso, è stata la volta dell’insegna giapponese “Ginza” con la sua specialità del sashimi servito su un letto di ghiaccio. A primavera rinascerà “Camars” (l’antico nome etrusco di Prato) alle porte del Macrolotto 2: l’attività che fu in passato di Gualtiero Billi, patron della trattoria “La Fontana” e “La Tignamica” è stata rilevata da una coppia di giovani imprenditori italo-cinese.