Operai contro operai al Panificio Toscano: "Noi vogliamo lavorare" - Video

L'assemblea dei lavoratori del Panificio Toscano (foto Sproviero/Batavia)

I dipendenti non iscritti al sindacato Si Cobas si dissociano dalle proteste e chiedono l'intervento delle istituzioni: "Qui stiamo bene e dobbiamo mantenere le nostre famiglie". Ma c'è anche chi non è d'accordo

PRATO. "Siamo noi i veri lavoratori del Panificio Toscano, non quelli iscritti al Si Cobas. Noi vogliamo lavorare, ne abbiamo bisogno per mantenere le nostre famiglie". La spaccatura tra i dipendenti è rappresentata da una sala piena, quella dell'Art Hotel Museo di viale della Repubblica, dove stamattina, 4 dicembre, alcune decine di lavoratori degli stabilimenti di Prato e Collesalvetti che producono il pane per i supermercati Coop hanno voluto rispondere ai loro compagni di lavoro iscritti al Si Cobas che ieri e anche oggi hanno fatto un presidio sotto la Prefettura, chiedendo tra le altre cose l'applicazione del contratto nazionale panificatori industriali al posto di quello vigente, che è il contratto degli artigiani (la differenza è tra i 200 e i 300 euro mensili).

Da domenica 2 la produzione è ferma perché l'Unicoop Firenze ha sospeso il contratto di fornitura dopo la manifestazione inscenata dal Si Cobas alla Coop del Parco Prato, e non si sa quando potrà riprendere. Per questo i dipendenti che non si riconoscono nel Si Cobas hanno deciso di alzare la voce.

"Ci dissociamo dagli iscritti al Si Cobas - ha detto Tommaso Infanti, responsabile interno dei fornai - Io lavoro al Panificio da 19 anni. Le buste paga sono regolari, comprese ferie e tredicesima. Chiediamo una tutela da parte del sindaco e del prefetto perché ci rendano il lavoro. Abbiamo paura di restare a casa".

L'assemblea dei lavoratori del Panificio Toscano (foto Sproviero/Batavia)

"Da sei mesi a Collesalvetti - ha detto Stefania Giusti, che lavora in ufficio - subiamo il boicottaggio di sette dipendenti su 50. Malattie improvvise, perdita di prodotto, atteggiamenti particolari. Vogliamo solo lavorare serenamente".

"Quelli che protestano - ha sostenuto Hicham Qallali, responsabile dei magazzinieri di Prato - hanno interessi personali, vogliono far chiudere l'azienda. Noi abbiamo sulle spalle le nostre famiglie e vogliamo lavorare. L'azienda ha fatto anche più di quello che doveva fare. Chiediamo alla Coop di renderci il lavoro".

L'assemblea dei lavoratori del Panificio Toscano (foto Sproviero/Batavia)

Secondo Infanti il contratto di lavoro artigianale può essere applicato al panificio di via Onorio Vannucchi: "Il pane lo facciamo a mano, inforniamo a pala. Non sono io a poter dire se ci spetta un contratto industriale, ma per me va bene quello artigianale".

"Io devo mantenere tre figli - aggiunge Vicky Ciobotaru, un'operaia seduta in sala - Ditemi voi come faccio se perdo questo lavoro. Quando sono arrivata al panificio non sapevo fare niente e mi hanno insegnato, sono venuti incontro a tutte le mie richieste, come posso essere contro quest'azienda?".

L'assemblea dei lavoratori del Panificio Toscano (foto Sproviero/Batavia)

In sala c'è anche chi non è d'accordo ma preferisce parlare a microfoni spenti per non esporsi. "Non posso parlare - dice un'operaia - perché non sono d'accordo. Secondo me basterebbe che cambiassero il contratto da artigianale a industriale e tutti i problemi sarebbero risolti. Come può essere un'attività industriale la nostra quando facciamo tremila torte al giorno, siamo più di cento operai e sforniamo tonnellate di pane? Io porto a casa mille euro al mese lavorando teoricamente 40 ore la settimana ma in realtà ne faccio di più. In pratica guadagno come una donna delle pulizie e per questo sono costretta a guardarmi intorno per trovare un altro lavoro".

Intanto gli iscritti al Si Cobas stamattina sono tornati davanti alla Prefettura per protestare contro l'azienda. Sperano nella convocazione di un tavolo di trattativa, ma gli è stato risposto che il prefetto non è a Prato, così come era accaduto ieri.

La protesta degli operai del Panificio: "Vogliamo lavorare"