Nel nuovo piano urbanistico regole più flessibili per chi ristuttura

Lo staff dell'ufficio urbanistica con l'assessore Barberis e il sindaco Biffoni

Meno vincoli sugli ampliamenti e stop alle continue varianti per agevolare i grandi investitori. Al centro, riuso e ambiente. Nuovi parchi con 75.000 ettari di verde

PRATO. Meno vincoli, tempi più brevi e regole più flessibili per cittadini e imprenditori che devono ristrutturare la propria casa o ampliare i capannoni. Ma una vera e propria svolta nel concetto urbanistico della città, con il verde e l’ambiente al primo posto, tanto da diventare la prima infrastuttura a cui tutto il resto deve adeguarsi. È questa, in estrema sintesi, la filosofia di massima che guida il nuovo piano operativo del Comune di Prato, presentato ieri in consiglio comunale per una prima approvazione, ma il cui iter, se tutto andrà bene, si concluderà nel prossimo febbraio. Tempi apparentemente lunghi, ma gli uffici urbanistici del Comune, capitanati dall’assessore Valerio Barberis, hanno compiuto un mezzo miracolo nel completare un’opera mastondontica che sostituisce il vecchio piano Secchi, adottato nel 1999 e approvato solo tre anni dopo, per il quale c’erano voluti dieci anni. Rivoluzionata anche la filosofia del nuovo piano, concepito per una popolazione di 280.000 abitanti con una città tutta proiettata all’espansione del tessile e dell’urbanistica che, nei fatti, non c’è stata.

Il piano Barberis rivoluziona il piano Secchi anche nel metodo seguito, all’insegna della condivisione: «In soli due anni, grazie al lavoro dell'ufficio e alla preziosa partecipazione dei cittadini con oltre 5.000 pareti ricevuti, abbiamo elaborato questo nuovo piano – dice Barberis - il 4° piano regolatore della storia di Prato dal dopoguerra – che sarà in grado di rispondere alle esigenze reali di una città che cresce e che cambia. Purtroppo, se le pianificazioni urbanistiche non sono del tutto adeguate alle esigenze di una città può succedere che finiscano per bloccarla. Il Comune, invece, non vuole più mettere ulteriori paletti ad eventuali investitori o bloccare ulteriormente il mercato».


Una città da “riusare”. Il nuovo piano punta a promuovere il riuso della città, nella logica di ridurre il consumo di nuovo suolo, introducendo criteri di flessibilità sui tipi di intervento e sulle funzioni. Il riuso è intenso anche come una strategia per il rilancio del comparto edilizio nel breve periodo, con recupero e creazioni di molti posti di lavoro. Per i cittadini il piano facilita interventi, prima non consentiti, che possono sfruttare due importanti bonus fiscali: quello sull'efficientamento energetico e quello per l'adeguamento sismico (che può permettere un recupero fino al 70% delle risorse investite). Gli interventi consentiti dal Piano, ad esclusione del patrimonio edilizio storico, permetteranno, ad esempio, di poter trasformare i sottotetti in abitazione o di demolire e ricostruire l'immobile adeguandolo alle normative sull'efficienza energetica e antisismiche. Sarà possibile riutilizzare piccoli stanzoni adiacenti all'abitazione e ampliamenti abitativi fino al 20% efino a un massimo di 70 metri quadrati.

La Declassata "boulevard metropolitano". La Declassata viene concepita come l'asse intorno al quale insediare funzioni pubbliche e private di livello sovralocale a servizio dell’innovazione della manifattura della Toscana, a partire dalla valorizzazione del segno di ingresso alla città rappresentato dal Centro Pecci e dalla previsione di un hub dell’innovazione nell’ex Banci; la promozione del Macrolotto zero come distretto creativo di area vasta, un quartiere nel quale incentivare le forme innovative di riuso dell’edilizia industriale storica esistente per l’insediamento di nuove funzioni e attrarre e fornire servizi ai comparti economici della creatività presenti nell’area metropolitana – tessile-moda, fashion, Ict, audio visivo, design - verso i quali sarà importante sviluppare, nel corso della gestione del Piano operativo, forme attive di marketing territoriale per incentivare l’incoming.

Macrolotti e centro storico. La definizione di programmi specifici dedicati ai comparti industriali omogenei , a partire dal Macrolotto 1 e il Macrolotto 2 (oggetto quest’ultimo di una variante specifica che ha anticipato le strategie del Piano), che rappresentano un asset importante per la declinazione manifatturiera del territorio pratese, per i quali vengono previsti modelli di trasformazione finalizzati a incrementarne la qualità ambientale, insediativa e architettonica. Accanto a queste il Piano sviluppa una strategia complessiva per il Centro Storico e le mura, che prevede da una parte di rinnovare la sua vocazione di polo servizi della città, prevedendo l’implementazione dei poli istituzionali esistenti e la creazione di nuovi, in modo da riportare la frequentazione del centro antico nelle abitudini quotidiane dei pratesi, dall’altra la sua valorizzazione in chiave storico-testimoniale e artistica nella logica di supportare con le politiche urbane il settore turistico della città di Prato, che ha visto numerose azioni messe in campo in questi anni, a partire dal progetto per il brand Prato.

Con 75 ettari di parchi nasce la forestazione urbana. Con un progetto di città che pone l’ambiente al centro di tutte le scelte, il nuovo piano prevede una vasta programmazione di forestazione urbana, pari a 75 ettari: si va dal parco fluviale, ai nuovi grandi parchi urbani con trasformazioni di aree attualmente semi-agricole come quelle a San Paolo-Galciana, tra l’ex Banci e il tribunale, tra via Liliana Rossi e la pista di atletica. È compresa anche la cosidetta “demineralizzazione urbana”, cioè la realizzazione di verde imposta ad ogni opera concessa a privati, il verde su tetti e facciate, il verde come aumento degli alberi nelle strade, fino a raggiungere l’obiettivo di 1 albero per ogni abitante e un abbattimento delle immissioni di C02 (responsabile delle isole di calore e dell’effetto serra) pari a 76.000 tonnellate. Il piano lancia l’idea molto europea che le aree verdi rientrano nella spesa sanitaria, perché favoriscono la salute dei cittadini.

Nel complesso il piano prevede in più rispetto all’attuale un dimensionamento di 154.534 metri di nuovo residenziale; 48.860 commerciale-industriale; 26.986 commercio al dettaglio; 9.592 metri turistico-ricettivo; 32.557 direzionale e di servizio e 31.368 commercio all'ingrosso e depositi. Non è prevista alcuna nuova edificazione per quanto riguarda invece le aree agricole, mentre - come già accennato - sono previsti 75 ettari di nuova forestazione urbana.

Il consiglio approva a maggioranza. Ieri il nuovo piano operativo è stato approvato in consiglio comunale con  17 voti favorevoli, 8 contrari, nessun astenuto.Da oggi, martedì 18, tutto il materiale relativo al Piano Operativo sarà consultabile sul sito del Comune di Prato.