Marcia indietro di Belgiorno: paga e si scusa col Comune

Claudio Belgiorno

L'esponente di Fratelli d'Italia aveva criticato l'affidamento del Settembre pratese a Fonderia Cultart scrivendo "Questa si chiama mafia". Ha sborsato 1.224 euro e firmato una lettera in cui ammette che le sue affermazioni non erano supportate da "alcun elemento formale o sostanziale"

PRATO. "Pratesi, una cosa è certa, il 2019 arriverà presto e li manderemo tutti a casa". Così scriveva il 10 novembre 2017 Claudio Belgiorno, già organizzatore del torneo della Palla Grossa, commentando su Facebook l'affidamento degli eventi del Settembre pratese alla Fonderia Cultart. Il 2019 nel frattempo non è ancora arrivato ma Belgiorno, ora esponente di Fratelli d'Italia, ha firmato una lettera di scuse al Comune e ha sborsato 1.224 euro in cambio della remissione della querela per diffamazione che il sindaco Matteo Biffoni aveva presentato nei suoi confronti. Non per la promessa di mandare l'attuale giunta a casa, ma per altre e ben più gravi affermazioni.

"Questa si chiama mafia! - aveva tuonato Belgiorno criticando la scelta di affidare l'organizzazione degli eventi a Fonderia Cultart - Se pensiamo che la mafia sia soltanto nel sud Italia o a Roma ci sbagliamo di grosso. Mafia è anche continuare ad affidare ai "soliti noti" soldi pubblici e concessioni del genere senza una gara pubblica o con bandi fittizi. E' sotto gli occhi di tutta Prato che Fonderia lavora indisturbatamente da 5 anni per conto del Comune di Prato, o con bandi cuciti su misura o il più delle volte senza un bando pubblico". Più avanti Belgiorno aveva ventilato l'esistenza di "un rapporto segreto di natura economica/d'interesse politico tra il Comune di Prato guidato dal Pd e Fonderia".

Affermazioni che evidentemente non è riuscito a dimostare coi fatti, tanto che oggi, 18 settembre, i suoi avvocati hanno consegnato al Comune una lettera di scuse e un bonifico di 1.224 euro che verrà usato per acquistare una carrozzina da destinare ai disabili che vogliono giocare a pallamano.

"Il commento su Facebook era ben al di là del legittimo esercizio del diritto di critica", afferma l'assessore Simone Mangani. "In quel commento vi erano, oltre ad espressioni palesemente offensive, dati completamente non rispondenti al vero e procedere con la querela è stato un atto dovuto a tutela dell'onorabilità non solo della Giunta o del sindaco ma anche e sopratutto a tutela della struttura comunale e delle persone che vi lavorano ogni giorno. Per l'amministrazione è sufficiente il riconoscimento del fatto che quanto scritto era completamente falso. Questa vicenda finisce qui. Siamo certi che Claudio Belgiorno si asterrà in futuro dal fare simili fantasiose affermazioni", conclude l'assessore Mangani.

Ecco la lettera di scuse al Comune di Claudio Belgiorno.

"Egregio signor Sindaco, Le scrivo a proposito della mia pubblicazione del 10 novembre 2017 a commento dell’articolo di Notizie di Prato sul rinnovo della convenzione a favore di Fonderia Cultart per l’organizzazione degli eventi del “Settembre Pratese” sul social media www.facebook.com, e voglio sin dalle premesse di questa mia lettera porre in evidenza che da parte mia, oggi, vi è la più totale consapevolezza che i concetti espressi e i termini usati dal sottoscritto sono stati sbagliati, non consoni ad una forma minima di rispetto che deve sempre intercorrere tra cittadino ed istituzioni, e soprattutto che il mio intervento non era supportato da alcun elemento formale o sostanziale che potesse avvalorare ciò che ho scritto. Pertanto Le chiedo di voler accettare le mie scuse più sincere e più sentite".

Non è escluso che dietro alla decisione di Belgiorno di cospargersi il capo di cenere ci siano anche le sue ambizioni politiche. L'esponente di Fratelli d'Italia potrebbe essere interessato a candidarsi alle prossime elezioni amministrative ed esiste una norma che vieta di candidarsi a chi ha in corso un contenzioso con l'amministrazione comunale nel cui territorio ci si candida.