Jeans e cashmere, “caldo” binomio: il denim pratese conquista Monaco

Stefano Guarducci (lanificio Europa) accanto alla collezione di jeans con denim stretch e cashmere

È una novità del lanificio Europa. Oggi ultimo giorno di Munich Fabric Start. Bellucci: «Fiera più fiacca»

PRATO. Pioveva martedì scorso a Monaco di Baviera. Una trentina di lanifici pratesi hanno dovuto aprire l’ombrello per sfoggiare le collezioni a Munich Fabric Start, il primo salone che segna la ripresa dell’attività fieristica tessile dopo la pausa d’agosto.

Dopo Milano Unica a luglio e in attesa di Première Vision a Parigi, la tre giorni di Monaco (6-8 settembre) non è solo è un test utile per sondare gli umori del mercato europea nella seconda parte dell’anno. È anche un laboratorio sperimentale per il tessile nostrano. E nel regno delle stoffe che si sposano con la moda dei pantaloni (la piazza di Monaco è tradizionalmente legata ai tessuti per pantaloni) spicca la novità del denim stretch misto al cashmere, tutto targato “made in Prato”.


Il mondo della tela blu, quello che ha fatto la fortuna del lanificio Europa sempre pronto a innovare nonostante le ultime difficoltà (la storica azienda fondata da Luigi Guarducci lavora in concordato di continuità aziendale), trionfa al Bluezone, l’angolo del denim dove il lanificio Europa è l’unico espositore pratese presente.

«Riscuote sempre più interesse il denim stretch con 10% di cashmere – fa sapere Stefano Guarducci – Riceviamo richieste da tutto il mondo per quelle che sono sì produzioni di nicchia ma che comunque fanno la differenza». Così, per l’autunno-inverno 2019/2020, la stagione che i lanifici pratesi hanno messo in valigia per girare di fiera in fiera, saranno di scena jeans più caldi grazie alla particolare combinazione del cashmere. Non solo. Il lanificio Europa, che gravita nell’orbita del protocollo Detox di Greenpeace, strizza l’occhio all’ambiente perché conferisce i propri scarti di tessitura e torcitura: lo scarto bianco viene trasformato in stoppini per prodotti per la pulizia della casa e con gli altri materiali viene realizzata una ovatta in tessuto non tessuto.

A Munich Fabrich Start è anche il momento di rispolverare il cappotto prodotto con il cardato pratese. Ci crede il lanificio Bellucci che a Monaco sfoggia la sua collezione di tessuti riciclati ed ecosostenibili che già era tanto piaciuta a Milano.

«Stiamo lavorando bene – ammette Simone Bellucci – anche se la fiera di Monaco si presenta un po’ più fiacca del solito perché tanti clienti tedeschi erano già stati al salone View per l’anteprima delle collezioni».

L’impressione, insomma, è che il Vecchio continente sia ormai sempre più disseminato di piccoli saloni che fanno perdere l’appeal alle fiere storiche costringendo gli imprenditori a stare sempre con la valigia.