Il preside contro gli insegnanti "fantasma"

Mario Di Carlo, preside del Cicognini Rodari

La protesta di Di Carlo (Cicognini Rodari): "Ci sono docenti assegnati al mio istituto che non ho mai visto. Tornano al paese di origine con l'assegnazione provvisoria. Bisogna tornare all'antico e vincolare l'immissione in ruolo alla residenza nella provincia dove ha sede la scuola".

PRATO. "Ci sono insegnanti assegnati al mio istituto che non ho mai visto". Mario Di Carlo, preside del liceo Cicognini-Rodari, ne ricorda a malapena il cognome avendo gestito le loro pratiche per il trasferimento. E tutti gli anni, per coprire quelle cattedre vacanti, entrano in gioco i supplenti annuali. "L’anno scorso – racconta Di Carlo – mi mancavano venti docenti di ruolo. Professori che tornano al paese d’origine con l’assegnazione provvisoria in un’altra sede". C’è poi chi è tutelato dalla legge 104, chi s’appella al ricongiungimento familiare. "Tutto legittimo, per carità – fa notare il preside – Ma così si mette in difficoltà la scuola, in barba alla continuità didattica dei ragazzi".

Con l’assegnazione provvisoria, infatti, il posto che spetta di diritto al docente di ruolo viene “congelato” dandogli la possibilità di chiedere il trasferimento. E ogni anno Di Carlo (come i suoi colleghi) deve sperare che le cattedre vacanti vengano coperte le supplenze annuali. Difficile, se non impossibile, specialmente nel sostegno e in alcune classi di concorso (matematica) dove le graduatorie sono esaurite da tempo. "Bisogna tornare ai vecchi tempi – conclude Di Carlo – quando per l’immissione in ruolo era vincolante la residenza nella provincia di riferimento".