Arriva Youpol, l'app per segnalare casi di bullismo e spaccio di droga

La nuova applicazione della polizia

La polizia ha lanciato la nuova applicazione per gli smartphone. Un'iniziativa rivolta soprattutto ai giovani. E' garantito l'anonimato

PRATO. Segnalazioni anonime di episodi di bullismo e spaccio di droga. Con un click dal proprio smartphone, anche in tempo reale. E' questa la sostanza dell'applicazione Youpol entrata in funzione in questi giorni e presentata oggi, 19 maggio, in Questura. Si tratta di una app facile da scaricare e che, nelle intenzioni degli ideatori, dovrebbe rappresentare un canale privilegiato per mettere in contatto chi è vittima o testimone di reati, specialmente i giovani, con le forze dell'ordine. Testimonial dell'iniziativa l'ex deputato e scrittore Edoardo Nesi che ha spiegato: "Comunicare il male è sempre più facile che comunicare il bene. I soggetti deboli vanno difesi, e questa applicazione va in quella direzione. Si fa presto a parlare di bullismo, tutti noi siamo stati oggetto di atti simili ma oggi il fenomeno è molto più forte e invasivo. Se posso insultare qualcuno senza pagare pegno, allora penso che sia giusto. Per combattere questi fenomeni il modo migliore è usare lo stesso mezzo". Dunque lo smartphone, che è nelle tasche di quasi tutti gli adolescenti e spesso viene usato anche dai cyberbulli.

La presentazione della nuova applicazione della polizia

Per usare la nuova applicazione, ha spiegato il dirigente delle Volanti Andrea Belelli, non serve creare un account. Il sistema è intuitivo e le segnalazioni vengono geolocalizzate per il tempo necessario a capire da dove arrivano, ma il mittente può restare anonimo. Per la polizia sarà uno spunto per fare accertamenti, senza esporre chi denuncia alle rappresaglie di chi è denunciato. In ogni caso, ha aggiunto Belelli, la nuova applicazione non deve essere intesa come un sostituto del 113. Quando c'è urgenza conviene sempre fare una telefonata. Roberto Garbagna, capo di gabinetto della Questura, ha detto che a Prato in media arriva una segnalazione di un caso di bullismo ogni mese, ma i casi reali potrebbero essere anche molti di più.