Donna perseguita l'ex compagno di 20 anni più giovane: a giudizio

Gli atti persecutori spesso vengono compiuti al telefono

Sarà processata una quarantenne pistoiese che, secondo l'accusa, avrebbe compiuto atti persecutori nei confronti dell'uomo da cui ha avuto una figlia

PRATO. Una donna di 40 anni residente in provincia di Pistoia è stata rinviata a giudizio del giudice dell'udienza preliminare Alessandro Lippini con l'accusa di atti persecutori (stalking) ai danni dell'ex convivente, di venti anni più giovane, residente a Prato. E' il primo parziale esito dell'inchiesta di cui è stata data notizia nello scorso mese di agosto, quando alla donna venne imposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall'ex compagno, da cui ha avuto una figlia.

La donna, secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri e del sostituto procuratore Laura Canovai, non avrebbe accettato la fine della relazione col compagno molto più giovane di lei e lo avrebbe tempestato di telefonate e messaggi, arrivando a metterlo in difficoltà anche sul luogo di lavoro. La relazione tra i due si era interrotta nel maggio del 2016 e dal dicembre dello stesso anno sarebbe iniziata la persecuzione, soprattutto telefonica ma anche di persona, con scenate in luoghi pubblici e sul luogo di lavoro dell'uomo. Ora sulla vicenda si esprimerà il giudice.