Aeroporto: 7 comuni e 4 ricorsi contro l'ampliamento di Peretola

Il progetto di ampliamento dell’aeroporto fiorentino finisce davanti ai giudici del Tribunale amministrativo regionale

SESTO FIORENTINO. Sette comuni e quattro ricorsi al Tar contro l'ampliamento dell'aeroporto di Peretola (Poggio a Caiano, Carmignano, Calenzano e Signa ne hanno presentato uno insieme). Oltre quattrocentomila cittadini rappresentati in quello che potrebbe essere uno dei più grandi scontri istituzionali a livello italiano. E la decisione di Prato di adire ai giudici amministrativi potrebbe sicuramente andare ad incidere negativamente sul futuro di questa grande opera che adesso viene difesa con forza dalla sola Firenze del sindaco Nardella e dal comune di Scandicci. E sull'apertura fatta dal primo cittadino del capoluogo di regione per un tavolo di mediazione, c'è il no convinto del sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi che sul no all'aeroporto ci ha vinto le elezioni, e che la definisce “tardiva: finora non ci sono state né discussioni né aperture, nemmeno nelle numerosi occasioni nelle quali c'è stata la possibilità di farle. In aggiunta a questo, non crediamo che sia nelle mani di Nardella la possibilità di ridiscutere la realizzazione di quest'opera».

Si sono ritrovati nella Sala Pilade Biondi a Sesto Fiorentino i rappresentanti dei sette comuni della Piana che hanno presentato o stanno presentando in queste ore (il termine ultimo è oggi) i ricorsi al Tribunale amministrativo regionale contro l'ampliamento dell'aeroporto di Peretola. «Dal 2014 diciamo che ci sono delle perplessità nei confronti di questa opera. Questo non significa che siamo contro lo sviluppo ma solo che c'è una particolare attenzione a quelle che sono le istanze che ci arrivano dai cittadini - dice Valerio Barberis, assessore all'ambiente del comune di Prato - Abbiamo fatto un percorso coerente partecipando al tavolo dei sindaci dove sono state fatte presenti tutta una serie di osservazione che sono state inserite nel decreto di Via e che rappresentano delle prescrizioni per il progetto. Ecco, partecipare all'Osservatorio che verifica la corrispondenza del progetto alle prescrizioni è molto importante. Il sindaco (Biffoni ndr) ha chiesto al Ministero di far parte di questo Osservatorio, la risposta è stata molto garbata ma negativa e quindi questo è uno dei motivi politici principali per cui abbiamo deciso di presentare il ricorso anche per dare riscontro a tutti quei cittadini che ce lo chiedevano». E un motivo tecnico? «Sì, una delle cosiddette industrie Seveso che si trova nel territorio di Prato, la Toscochimica, è proprio in corrispondenza della linea di atterraggio della nuova pista - dice Barberis - Inoltre vogliamo prendere lo spunto perché si possa parlare tutti insieme anche di rifiuti, un tema che a noi sta molto a cuore per dare risposte ai cittadini e alle imprese».


Ad aprire la conferenza stampa è stato il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi: «Diciamo no alle cose fatte male, che hanno un impatto ambientale sbagliato sul nostro territorio e che delineano un modello di sviluppo che non vogliamo».

«In questa vicenda si configura un conflitto istituzionale contro un'opera nel quale noi rappresentiamo con i nostri ricorsi oltre 400mila persone. E' forse l'unico caso in Italia di questa portata», ha osservato Falchi. Il quale ha poi sottolineato come con il decreto di Via che dà il via libera alla realizzazione dell'infrastruttura «vengono rimandati a momenti successivi svariati approfondimenti tecnici, sui rischi ambientali e sanitari, che noi vogliamo vengano fatti prima. Siamo convinti che su questo il giudice amministrativo riconoscerà le nostre ragioni».

«Lo sviluppo dell'economia toscana dipende dall'ampliamento dell'aeroporto di Peretola? Io penso di no - ha detto il sindaco di Poggio a Caiano, Marco Martini - Il progetto del Parco della Piana ha visto l'investimento di decine di milioni, se si realizzasse la nuova pista quel parco non esisterebbe più. Dobbiamo pensare anche a questo». E sullo stesso avviso è Edoardo Prestanti sindaco di Carmignano: «Il ricorso al Tar non è una santa alleanza di sette comuni contro lo sviluppo ma è contro una certa idea di sviluppo di vecchia maniera che non tiene conto dell'ambiente e della salute dei cittadini - dice Prestanti - Uno sviluppo che guarda ai numeri e non alle bellezze dei luoghi, alla salute dei residenti. Carmignano ha una docg piccola ma nobile e proiettata sul biologico. La protezione dell'ambiente è indispensabile». Un altro dei punti chiave dei ricorsi la mancata ammissione all'Osservatorio ambientale sull'opera di un comune della Piana. Il sindaco di Sesto ha spiegato che «è uno scandalo che siano esclusi dall'organismo i Comuni più interessati a prendervi parte; ma anche se lo fossimo, questo non basterebbe da solo come elemento a farci ritenere soddisfatti rispetto ad un'opera sbagliata». Alla conferenza hanno preso parte, anche i sindaci di Calenzano Alessio Biagiotti, Signa Alberto Cristianini e l'assessore all'ambiente di Campi Eleonora Ciambellotti.