Paralizzato il sessantenne che accusa di essere stato picchiato in ospedale

Il pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano (foto d'archivio)

Prato, due guardie giurate sono imputate per lesioni aggravate in concorso. L'incidente probatorio dovrà stabilire se l'aggravamento delle condizioni sia dovuto al pestaggio o ad una patologia precedente

PRATO. Un uomo sui 60 anni, italiano e residente a Prato, il 4 ottobre 2017 fu trovato a terra privo di conoscenza in sala triage, accanto al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano. Quando l’uomo si riprese, pur restando tetraplegico, raccontò di essere stato aggredito da due guardie giurate della Securitas Metronotte. I due, uno dei quali difeso dagli avvocati Giuseppe Nicolosi e Michela De Luca e l’altro dall’avvocato Nicodemo Gentile, furono indagati dalla Procura di Prato – titolare del fascicolo il pm Valentina Cosci - in un primo tempo per tentato omicidio, reato poi stemperatosi in lesioni aggravate in concorso. La vittima è difesa dall’avvocato Manuele Ciappi.

Nel frattempo l’uomo è stato trasferito in un centro specializzato ed è stato nuovamente interrogato. L’uomo ha confermato le accuse contenute nel primo racconto-denuncia fatto agli inquirenti, cioè di essere stato sonoramente pestato dalle due guardie le quali, a loro volta, hanno sempre negato ogni addebito, sostenendo che il sessantenne era caduto per terra. La perizia disposta dalla procura e depositata nei giorni scorsi, ha però confermato che l’uomo aveva numerose fratture e lesioni, compatibili con quelle di un pestaggio. Le stesse lesioni riscontrate dai medici dell’ospedale di turno quella sera.

Si tratta ora di chiarire se le condizioni di semi-paralisi dell’uomo derivino dalle lesioni procurate in quell’episodio o siano da ascriversi ad una patologia precedente. Per fugare ogni dubbio la procura ha chiesto l’incidente probatorio, dove la vittima sarà ascoltata anche dal gup, che dovrà anche valutate le perizie medico-legali. L’ipotesi prevalente della procura è che il pestaggio ci sia stato, ma la gravità di salute attuale dell’uomo dipenda da una precedente patologia. I due vigilanti subito dopo l’episodio furono sospesi dal servizio.

Ricostruendo l’accaduto, il sessantenne, che ha problemi di tossicodipendenza, come già aveva fatto altre volte la sera del 4 ottobre si era presentato al Santo Stefano spontaneamente, chiedendo di essere ricoverato. Avrebbe poi litigato coi medici, che non ritenevano di doverlo ricoverare, e a quel punto sarebbero intervenute le guardie giurate. Questi ultimi non negano di aver compiuto l'intervento, ma dicono che si sarebbero limitati ad allontanare il tossicodipendente, di aver poi sentito un tonfo e di averlo trovato esanime a terra. (f.a.)