"Teste di legno" per ristoranti e pizzerie: chiesto il processo per nove indagati

Il ristorante Gian Burrasca

Prato, l'operazione della Guardia di finanza la primavera scorsa aveva portato al sequestro di beni per 5 milioni di euro, riconducibili in buona parte a Paolo Posillico, 47 anni, ritenuto vicino al clan dei Terracciano

FIRENZE. Intestazioni fittizie di beni e trasferimento fraudolento di valori per disperdere patrimoni che la magistratura ritiene essere frutto di accumuli illeciti, in particolare dovuti ad attività riferibile a criminalità organizzata. Per questo adesso, dopo i sequestri, la Dda di Firenze, pm Giulio Monferini, ha chiesto il processo per nove indagati dell'inchiesta della Guardia di finanza su Prato che la primavera scorsa ha portato al sequestro di beni per 5 milioni di euro, riconducibili in buona parte a Paolo Posillico, 47 anni, ritenuto vicino al clan dei Terracciano.
   Tra i beni sequestrati il 4 maggio scorso, ristoranti e pizzerie a Prato, quote societarie, contanti, conti correnti, anche uno sporting club. Secondo l'accusa gli indagati, anche per eludere le normative antimafia, avevano piazzato 'teste di legno' e prestanome per gestire, di facciata, le attività commerciali di cui risultavano di fatto i veri dominus.

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