Wind Tre e Open Fiber svilupperanno la rete 5G a Prato

Matteo Biffoni: questo è un treno che ci porta verso il futuro Giacomelli: è la sperimentazione più importante in Europa

PRATO. Visite mediche da remoto, tour personalizzati nei musei attraverso la realtà aumentata, telecamere di videosorveglianza che riconoscono in automatico volti e persone, reti di distribuzione dell’energia autoregolanti. Quella che adesso sembra fantascienza sarà realtà a Prato nei prossimi anni grazie alla sperimentazione della rete 5G, che ha visto il Ministero dello Sviluppo economico scegliere la città laniera - insieme a L’Aquila, Milano, Bari e Matera - come pilota per l’implementazione della nuova tecnologia. Apparentemente un’evoluzione della rete 4G (il sistema di trasmissione di dati attualmente in uso sui nostri telefonini) il 5G in realtà è molto di più, perché, grazie ad una velocità di trasferimento dei dati elevatissima, approssimabile al tempo reale, apre la strada allo sviluppo di alcuni servizi che promettono di cambiare la nostra vita quotidiana. Ad aggiudicarsi per Prato e l’Aquila il bando ministeriale per la sperimentazione, pubblicato lo scorso marzo, sono state in partnership Open Fiber (società compartecipata al 50 percento da Enel e Cassa depositi e prestiti) e Wind Tre, che come capofila - insieme ad Università, enti di ricerca ed altre imprese - svilupperanno la tecnologia da adesso fino al 31 dicembre del 2021, con un investimento iniziale che si aggira tra i 30 e i 40 milioni di euro. Le aziende creeranno sul territorio - tra aprile 2018 e settembre 2019 - una rete capillare di antenne radio su cui viaggeranno i dati del 5G. Per le frequenze utilizzate, quelle da 3.7 a 3.8 gigahertz sono state messe a disposizione gratuitamente dal Ministero mentre le altre (da 3.6 a 3.7 Ghz e da 26.5 a 27.5, più la banda 700, pronta dal 2022).

saranno oggetto dell'asta delle frequenze, inserita nella manovra di bilancio del governo con una base di 2,5 miliardi di euro. «Vogliamo dare certezze al Paese e agli operatori - ha spiegato il sottosegretario allo sviluppo economico Antonello Giacomelli - Quella sul 5G è una delle sperimentazioni più importanti in Europa. A Prato, e in Italia in generale, - che ha ben 5 città sperimentatrici - abbiamo preso un po’ di “vantaggio sul gruppo” in questa corsa e abbiamo intenzione di mantenerlo. Quello che chiediamo a Prato è di puntare sul suo talento perché il nostro Paese possa ritagliarsi uno spazio da protagonista in questa nuova era». Open Fiber e Wind Tre insieme a soggetti del territorio - tra cui Comune di Prato, Centro Pecci, Museo del Tessuto, Confindustria Toscana, Cna Toscana Centro, Ausl 4, Estra, Enel - realizzeranno poi anche una serie di servizi basati sulla nuova tecnologia. Gli ambiti di applicazione saranno salute e sanità, industria, sicurezza informatica, mobilità intelligente, smart Grid, videosorveglianza, realtà aumentata e beni culturali. «Il 5G dà vita ad un nuovo concetto di rete - spiega l’amministratore delegato di Open Fiber Tommaso Pompei - in cui ad interagire non sono più solo le persone ma anche le cose. Grazie ad un’estrema affidabilità della trasmissione dei dati, saremo immersi in un “etere informatico” a connettività diffusa».

«Quando si mettono insieme le persone giuste e i soggetti giusti l’innovazione accade - afferma il Ceo di Wind Tre Jeffrey Hedberg - È solo insieme che è possibile dare vita ad un nuovo ecosistema che azzeri il digital divide e lasci spazio a questa nuova rivoluzione digitale».

«Quello del 5G è un treno che porta verso il futuro», ha commenta il sindaco di Prato Matteo Biffoni.