Ipotesi di apertura di un laboratorio di restauro in collaborazione con l'Opificio al Centro Pecci

Foto di gruppo al Centro Pecci dopo la firma del protocollo

Firmato il protocollo di intesa fra la Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana e l' Opificio delle Pietre dure di Firenze

PRATO. Lunedì 25 settembre, al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato è stato  firmato un protocollo d'intesa fra la Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, rispettivamente rappresentati dalla presidente Irene Sanesi e dal Soprintendente Marco Ciatti.  L'accordo stipulato  è volto a condividere le rispettive esperienze professionali, tecniche e scientifiche al fine di costituire un “polo” di riferimento e di consulenza per tutte le realtà territoriali che si trovano a dover affrontare conservazioni e restauri di opere d’arte contemporanea.

Un' intesa che punta a creare una progettualità inclusiva che concepisce l’arte contemporanea come sistema, non legata cioè al singolo evento, ma in grado di attivare un vero indotto culturale, facilitando il rapporto fra le istituzioni e il pubblico.

La Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana è il soggetto al quale la Regione Toscana ha affidato il coordinamento delle attività del sistema dell’arte contemporanea e

la Toscana è oggi una Regione che costituisce da molti anni un perfetto habitat creativo non solo per lo sviluppo dei linguaggi contemporanei ma anche per la tutela del patrimonio e per la valorizzazione turistica delle opere attraverso itinerari ed eventi.

La corretta conservazione e il restauro di opere risultano fondamentali per l’arte contemporanea. Un’opera d’arte lasciata all’incuria crea un pericoloso precedente per il futuro. Da qui la necessità di un rapporto più stretto fra la Fondazione e l'Opificio delle Pietre Dure tradizionalmente svolge la sua attività operativa e di ricerca nel campo del restauro delle opere d'arte e costituisce un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. Attraverso strutture all'avanguardia, da tempo l'Opificio si dedica anche alla conservazione dell’arte contemporanea.

Il protocollo d'intesa prevede quindi una mappatura delle criticità legate alle opere d’arte contemporanea presenti nel territorio toscano a cui far seguire un’ipotesi progettuale che permetta di risolvere i problemi che possono presentarsi, coinvolgendo in questa iniziativa anche l'amministrazione comunale di Prato come punto di riferimento per la tutela e il restauro di opere presenti sul territorio

Oltre alla firma della convenzione, durante l'incontro fra le due importanti istituzioni artistiche e culturali è stata avanzata la proposta di aprire un laboratorio di restauro in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze all’interno del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.