Si spara in testa davanti alla Finanza per motivi passionali

I rilievi della polizia scientifica (foto Batavia)

Un agente di polizia penitenziaria di 44 anni si è suicidato di fronte al Comando provinciale di via Ferrucci: una donna contesa all'origine del gesto

PRATO. Un uomo di 44 anni si è suicidato sparandosi un colpo di pistola alla testa, nel pomeriggio di oggi, 15 settembre, davanti al Comando provinciale della Guardia di Finanza di via Ferrucci. L'uomo, un agente di polizia pentenziaria, si è ucciso pochi minuti dopo le 14. Il fatto è avvenuto nel parcheggio dei ciclomotori davanti al comando. Un finanziere che ha sentito lo sparo è accorso subito ed ha trovato l'uomo ancora in vita. Ha chiamato i soccorsi. Un'ambulanza della Croce d'Oro ha prelevato il ferito e lo ha trasportato verso il punto d'atterraggio dell'elisoccorso. L'agente di polizia penitenziaria è stato trasportato a Careggi ma il decesso è avvenuto durante il trasferimento. Sembra che addosso l'uomo avesse un biglietto nel quale chiedeva scusa ai figli per il gesto.

L'elicottero Pegaso che ha trasportato il ferito

Gli inquirenti hanno poi chiarito che all'origine del gesto ci sono motivi passionali, in particolare una donna contesa. La donna ha convissuto con l'agente di polizia penitenziaria, che ha due figli da un precedente matrimonio, ma negli ultimi giorni avrebbe allacciato una relazione con un finanziere in servizio al Comando provinciale. L'agente di polizia penitenziaria sarebbe venuto a saperlo e oggi pomeriggio ha atteso il "rivale" davanti al comando di via Ferrucci.

Gli agenti della Scientifica davanti al Comando della Guardia di Finanza

Non si sa se il finanziere lo abbia visto, ma è verosimile che l'agente di polizia penitenziaria abbia visto lui, e proprio in quel momento ha deciso di spararsi alla testa con la Beretta calibro 9 di ordinanza. Aveva l'arma con sé, è stato spiegato, perché in questi giorni era in licenza. Al suicidio hanno assistito almeno un paio di persone sul marciapiede e sono stati loro i primi a tentare di soccorrere il quarantaquattrenne, ma c'è stato ben poco da fare. Il medico della Croce d'Oro è riuscito per un attimo a rianimarlo, giusto il tempo di trasportarlo all'elisoccorso che era atterrato nel campo in fondo a via Ferrucci, ma durante il trasporto è stato dichiarato il decesso. Sul posto sono arrivate alcune volanti della polizia, che conduce le indagini sul suicidio e ha riferito al sostituto procuratore Laura Canovai. Gli investigatori sono poi andati nell'abitazione dell'uomo e qui hanno trovato un biglietto sul quale c'era scritto: "Scusa, non ce l'ho fatta, perdonatemi tutti".

Il trasporto del ferito all'elicottero Pegaso