Vecchio ospedale, abbattimento in ritardo di un anno

Il vecchio ospedale Misericordia e Dolce

Prato, secondo il nuovo cronoprogramma Asl l’intervento non inizierà prima di gennaio 2018, la procedura di gara partirà in autunno e contestualmente inizierà anche quella del parco urbano

PRATO. Alla fine l’abbattimento selettivo del vecchio ospedale Misericordia e Dolce che sparirà per fare posto al parco urbano firmato dall’architetto paesaggista francese Michel Desvigne, partirà con oltre un anno di ritardo. Secondo il nuovo cronoprogramma stilato dall’Asl Toscana centro, cui spetta il compito di sostenere oltre che organizzativamente anche economicamente l’intervento, le operazioni non partiranno prima di gennaio 2018 e si concluderanno un anno più tardi: inverno 2019.



Tempi ben diversi da quelli comunicati nel novembre 2016, a un mese dall’affidamento – anche quello pieno di contrattempi e lungaggini – del progetto esecutivo per smontare pezzo dopo pezzo l’enorme edificio anni Sessanta: secondo l’Asl l’abbattimento avrebbe potuto iniziare nel settembre 2017. Cioè ora. E invece siamo ancora lontani dall’avvio della maxi gara per circa sei milioni di euro con la quale verrà affidato il lavoro vero e proprio alla ditta vincitrice.

Il punto sulla situazione verrà fatto lunedì prossimo quando la commissione urbanistica, presieduto da Massimo Carlesi, incontrerà per la terza volta, tra gli altri, il responsabile tecnico Asl, l’ingegnere Gianluca Gavazzi, che spiegherà nel dettaglio difficoltà passate e traguardi futuri. Resta comunque il fatto da un progetto di demolizione del costo, in origine, di 90. 000 euro si è passati a un progetto costato 300. 000 e da un intervento di demolizione da 3 milioni 300. 000 euro si arrivati a una previsione di circa 6 milioni.

Cos’è accaduto? Al netto dei tempi lunghioccorsi per le gare, è successo che prima, nel marzo scorso, sono stati trovati materiali – un tipo di linoleum e alcuni controsoffitti – sui quali dover approfondire le indagini tecniche (con un appaltino ad hoc) e successivamente sono stati scoperti materiali contenenti amianto (circa tre chilometri nel rivestimento degli isolanti), ritrovamento che ha comportato una nuova revisione del progetto. Che alla fine è stato consegnato all’Asl il 12 giugno scorso.

Ma non è ancora finita, perché prima di poter avviare l’iter della gara per l’abbattimento l’Azienda ospedaliera ha dovuto affidare – il 29 agosto scorso – a un progettista specializzato (si tratta dell’ingegnere Patrizio Puggelli) la validazione del progetto. Si tratta di un passaggio obbligatorio per gare che superino i 5 milioni di euro e che è necessario per verificare che il progetto e di conseguenza l’intervento abbia tutte le autorizzazioni e le certificazioni in ordine, verifica a tavolino che durerà un mese.

Il 29 settembre, quindi, la validazione dovrebbe essere consegnata all’Asl che potrà iniziare le procedure dell’ultimo e definitivo appalto il cui iter però non potrà durare meno di cinque– sei mesi. Sulla carta, dunque, la data di gennaio 2018 per l’inizio dell’abbattimento potrebbe slittare ancora ma nel capitolato sembra che una delle voci che garantiranno un buon punteggio riguardi proprio la riduzione dei tempi di esecuzione dell’intervento. Insomma qualcosa, sui tempi, se le ditte che si aggiudicheranno la gara, lavoreranno “presto e bene” si potrebbe recuperare.

Dall’altra parte della barricata, ovvero in Comune ente realizzatore del futuro parco, l’iter del progetto procede: entro settembre, primi di ottobre, verrà approvato quello esecutivo. «Per i tempi della gara – afferma l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis – ci coordineremo con quelli dell’Asl per procedere in contemporanea».




 

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