"Prato è più viva della mia Firenze": parola di Piero Pelù

Piero Pelù insieme a Ghigo Renzulli

Intervista al leader dei Litfiba che sarà in concerto il 2 settembre in piazza Duomo e a sorpresa promuove la scena musicale pratese rispetto a quella fiorentina

PRATO. La realtà musicale pratese la reputa più viva rispetto a quella della vicina Firenze. Piero Pelù, che a Firenze c’è nato, non usa mezzi termini per dire che l’estate a Prato è molto più interessante di quella fiorentina. L’occasione per parlare di musica è alla vigilia del concerto che i Litfiba, di cui l’artista è uno dei leader, terranno in piazza Duomo domani, 2 settembre (ore 21, apertura delle piazza alle 20).

«Una parte dell’ultimo disco – spiega il cantautore – l’abbiamo registrata proprio a Prato. Una città che reputo molto interessante e con tante esperienze, penso ad esempio a Officina giovani. Cose a Firenze mai realizzate. Prato è una città per giovani: da voi ci sono locali rock e ogni tanto vengo a sentire chi suona». Ma Piero Pelù sa anche che a Prato ci sono dei problemi: «C’è un consumo di eroina molto prepotente», afferma. Tornando al concerto di domani, il cantautore racconta come i Litfiba non suonavano a Prato da molti anni.

«Il tour – spiega Piero Pelù - è iniziato ad aprile e vi faremo ascoltare brani selezionati da ogni disco per poi arrivare fino a quelli dell’ultimo, Eutòpia, con 6 o 7 pezzi». A Prato Piero Pelù e Ghigo Renzulli (l’altro fondatore del gruppo) saranno accompagnati sul palco da Luca Martelli (batteria e cori), Ciccio Licausi (basso) e Fabrizio Simoncioni (tastiere e cori). «Siamo felici di esibirci in questa rassegna (“Settembre. Prato è spettacolo”, ndr) – aggiunge Pelù – anzi, ci intriga molto. L’estate pratese è di gran lunga più grande rispetto a quella fiorentina. Lo dico da diversi anni e lo ribadisco anche in questa intervista. Prato ha sensibilità per le nuove generazioni e tra l’altro molti musicisti fiorentini si sono trasferiti a Prato anche per una questione economica».

Scoppia, poi, in una fragorosa risata il cantautore quando gli chiediamo cosa vuol dire per lui essere Piero Pelù: «Quello che sono nella quotidianità – dice – si traduce sul palco. Non ho mai distinto il lato artistico dalla vita reale. Perché tutto finisce nella musica, è un continuo. Non ci sono interruzioni».

Ghigo Renzulli, invece, scherza sulla tappa pratese: «Se è l’ultima data del tour? Sulla carta sì – afferma – ma mai dire mai». Poi si sofferma a raccontare come sarà il concerto: «Un bello spettacolo – spiega Ghigo – diverso rispetto a quelli precedenti. Molto più vario e più ricco. Ci sarà anche una componente visiva con schermi che attraverso immagini potenzieranno il concerto stesso».

Le canzoni dei Litfiba sono anche realtà perché raccontano quello che succede intorno a noi. Sono richiami forti verso un mondo che sotto certi aspetti sta prendendo una brutta (per non dire bruttissima) piega. E per raccontare una delle canzoni che non potranno mancare sul palco, “Maria coraggio”, la parola passa di nuovo a Piero Pelù: «Un brano – spiega – che parla della violenza sorda, quella sulle donne mai dichiarata né da chi la commette né da chi la subisce. Parla del coraggio di reagire a tutte le cose brutte. La canzone - termina Pelù - è dedicata a due donne coraggiose, Lea e Denise Garofalo e, per estensione, a tutte quelle che subiscono violenze».