Odissea Direttissima: quattro ore di proteste su trenini e pullman

Una donna cinese si accascia alla stazione di San Benedetto, ma il viaggio è ancora lungo

Da Bologna a Prato con la linea Fs chiusa per manutenzione:senza bagni né bar e con le informazioni sbagliate

PRATO. Cinque carrozze, 22 disgraziati, quasi tre ore e mezzo di viaggio tra Bologna e Prato. La piccola odissea agostana sulla linea ferroviaria Direttissima è cominciata. Per dieci giorni, da ieri fino a sabato 26 agosto la tratta che collega il capoluogo emiliano a Prato resterà chiusa per lavori di manutenzione straordinaria. Nessun bus sostitutivo che copra tutto il tragitto, niente sconti sui biglietti alta velocità Bologna - Firenze. Chi ha l'abbonamento o un titolo di viaggio valido tra Bologna e la città toscana potrà utilizzarlo - e ci mancherebbe altro - solo sui regionali (via Faenza o via Porretta) e il viaggio misto ferro-gomma lungo l’Appennino con percorsi della durata tra le due ore e mezza e le quattro ore e mezza.

Il regionale in partenza da Bologna alle 8,40 che arriva fino a Pianoro


Bologna-Prato si diceva lungo l’appenninico: due tratte su ferro e due su gomma. Il regionale – il solo di mattina - parte in orario, 10.40, dal primo binario del piazzale est della stazione centrale di Bologna. Arrivo previsto a Prato 14.23. Vista la malaparata -i tempi biblici e le difficoltà - i forzati del trenino hanno desistito? Neanche per idea: i viaggiatori sono 22, la maggioranza cinesi che chissà se hanno capito ciò che li attende, qualche nero e una manciata di italiani che brontola.  Le perplessità di tutti, alla fine, le esprime il capotreno in due parole: «Evidentemente visto che è agosto hanno (le Ferrovie ndr) pensato che tutti fossero in vacanza, perché una cosa così non ha senso». Infatti. Senza sbavature l'arrivo a Pianoro stazione nella quale avviene il primo cambio.

In attesa del pullman alla stazione di Pianoro


Alle 11 si scende dal regionale, alle 11.10 si sale sul bus che riesce a partire in ritardo perché una signora deve fare il biglietto - c'è il controllo del ticket al “checkpoint” Pianoro prima di salire sul bus, non si sa mai ci fosse qualche “portoghese” - ma la macchinetta non prende contanti. Alla fine la donna ce la fa e sale baldanzosa sul pullman che sostituisce il treno. Intanto diventa chiaro che il gruppo di cinesi non ha capito l'intreccio ferro-gomma e circondano il personale Fs al grido di «Plato Plato».

La stazione chiusa di San Benedetto


Andrea, una cinquantina di anni, lucchese andato a passare il Ferragosto dalla sorella che abita a Ferrara, ha davanti a se un viaggio di almeno sei ore per far rientro a casa. «Non basta l'interruzione della linea tra Bologna e Prato - dice - della quale nulla mi hanno detto quando ho fatto il biglietto, la ferrovia è bloccata anche tra Pistoia e Montecatini quindi dovrò prendere un altro bus». Il viaggio di Andrea iniziato alle 9.15 a Ferrara si concluderà dopo le 17 con all'attivo quattro regionali e tre bus presi al volo per arrivare a destinazione.

Treni e bus, da Bologna a Prato quasi quattro ore di viaggio

Niente autostrada per il vecchio pullman che imbocca deciso la statale che costeggia l’autostrada del Sole. Due corsie di marcia piene di curve, con qualche tornante, che segue la Val di Setta fino al valico a San Benedetto Val di Sambro e che passa per paesini sconosciuti: Cinque Cerri, Sterlina e ferma a Vado, Monzuno Grizzana proprio come il treno. Lungo il percorso si vedono anche i cartelli verdi del Cai. Alla fine, dopo un’ora e 10 minuti, arriva a destinazione, a San Benedetto. Piccolo dramma di una ragazza straniera evidentemente confusa da tutto questo sali e scendi dai mezzi pubblici: avrebbe dovuto sbarcare a Vado, ma “buca” la fermata ed è costretta a scendere allo stop successivo, a Monzuno e aspettare il bus che fa il percorso al contrario. Buona fortuna.

Di nuovo giù dal pullman


Abeti, cocuzzoli e attimi di tensione quando due pullman si incrociano in curva e gli autisti devono decidere chi passerà per primo. Strada buona per i vacanzieri slow non certo per chi va a lavorare. «La Bologna- Prato però - dice ancora Andrea - è utilizzata da tanti turisti». Che per Ferrovie, evidentemente, in questi giorni dovranno prendere l'alta velocità che passa del Mugello, impiega un soffio ma costa tre volte tanto. Tempo un'ora e qualche minuto e il bus approda alla stazione di San Benedetto. Sono le 12.20, il bus successivo che arriverà a Vernio concludendo la terza tappa di questo gioco dell'oca on the road per persone pazienti ,è già arrivato e ripartirà alle 12.45. È alla stazione di San Benedetto chiusa per lavori che i disperati della direttissima si incontrano: chi da Prato va a Bologna e chi da Bologna risale la corrente. Il gruppo cinese si riunisce all'ombra di un edifico e sbraita: chi preferisce al cellulare chi con i connazionali. Il drappello africano sceglie le panchine - poche - della stazione e bercia contro le ferrovie, contro il caldo (tra i 31 e i 32 gradi lungo tutto il viaggio), contro tutto e tutti.

In attesa dell'ultimo regionale a Vernio che finalmente porterà i viaggiatori a Prato dopo 3 ore e 50 minuti di tragitto


Concetta, signora sprint e con una bella abbronzatura, da Altopascio dove è stata a trovare i parenti sta tornando a Bologna dove abita. «Che vergogna che abbiano chiuso anche i bagni – dice – sembra il viaggio di Fantozzi». Sì, alla stazioni a di San Benedetto dove c'è una corona d'alloro in ricordo della strage del 904 del 1984, dove c'è il poliziotto della Polfer che sorveglia i binari transennati, sono chiusi bar e bagni. Funziona invece chissà perché l'altoparlante che annuncia treni fantasma e l'interruzione sulla linea. «Sono partita alle 8.40 - racconta Concetta - in biglietteria mi hanno detto dell'interruzione sulla linea Montecatini Pistoia ma non quella tra Prato e Bologna. Se avessi saputo avrei fatto il biglietto per Firenze poi avrei preso l'alta velocità per Bologna». E invece niente, Concetta se sarà fortunata arriverà a Bologna intorno alle 15.



Bisogna ammettere che gli orari delle coincidenze vengo rispettati: alle 12,45 in punto il secondo bus parte alla volta di Vernio: 50 minuti di tragitto - garantisce l'autista - per percorrere un tratto che in treno si brucia in 17 minuti di galleria. Vero: alle 13.35 il bus scarica i viaggiatori alla stazione di Vernio che non è poi così diversa da San Benedetto nonostante sia in funzione anche se a scartamento ridotto: niente bar, niente bagni. E quelli che possono si danno alla macchia. O meglio scelgono un cespuglio di oleandri bruciacchiati lungo il binario uno. D'altro canto quando scappa scappa.

L' Ultimo pezzo di strada ferrata inizia alle 14,06 per terminare alle 14,25 alla stazione centrale di Prato. Il regionale è in orario: il peggio è passato. Piccola annotazione: alla stazione di Vernio il cartellone luminoso delle partenze – quattro in tutto il pomeriggio - indica al binario 3 lo start della navetta per Prato. L'altoparlante annuncia invece che il regionale arriverà «al binario 4 invece che al binario 2». Tutto sbagliato. L'ultima beffa per il gruppo cinese che continua a litigare con l'italiano ma ha almeno imparato a leggere i cartelli.

L'arrivo del regionale a Prato alle 14,23