Sigaretta elettronica scoppiata, la mamma del giovane fa denuncia e chiederà i danni

La sigaretta elettronica esplosa

Prato, la madre (avvocato) del giovane ferito sporge denuncia: «Non può accadere che un congegno di quel tipo possa scoppiare». La replica di chi l'ha venduta

PRATO. «Valuteremo il risarcimento danni per le ustioni che ha subìto mio figlio. Ma quello che ci interessa di più non è tanto essere risarciti in denaro, ma che quella sigaretta elettronica non venga più venduta. Non solo a mio figlio, ma a tutti i ragazzi che la vogliono acquistare. E' semplicemente folle che una persona compri una sigaretta elettronica e gli esploda mentre fuma». Mamma Alice, che di mestiere fa l'avvocato, vuole andare fino in fondo alla storia. Non può accettare che la tragedia sfiorata che poteva mandare suo figlio Tommaso al camposanto possa capitare a qualche altro ragazzo in giro per l'Italia. E mentre il caso della sigaretta-bomba fa il giro della rete e smobilita anche il programma televisivo "Mi Manda Raitre", scatta l'azione legale.

L'azione legale. La denuncia-querela alla Procura di Prato contro ignoti era il minimo che mamma Alice potesse fare. E' stata depositata tramite lo studio legale Pucci-Castellani, ora la pratica è passata in mano allo studio fiorentino Gambogi. Il reato ipotizzato sono lesioni personali dolose, mentre la denuncia punta il dito contro tutti i soggetti che verranno ritenuti responsabili per i reati che l'Autorità Giudiziaria vorrà ravvisare. Si sta valutando anche la pratica del risarcimento danni. E' l'avvocato Francesco Gaviraghi di Firenze che la segue. "Intanto stiamo pensando alla richiesta di risarcimento generica - spiega Gaviraghi -, poi specificheremo l'ammontare, ma lo faremo dopo che l'aspetto medico legale si sarà stabilizzato". Ovvero: quando si capirà meglio cosa rimarrà delle ferite che il giovane Tommaso ha riportato nell'esplosione. L'obiettivo però non sono i soldi del risarcimento, ma che il prodotto non si venda più. Ora si aspetta che la Procura dia seguito alla denuncia-querela e partano le indagini. Intanto riavvolgiamo il nastro. Vediamo cosa è successo.

Tommaso Chiti racconta l'esplosione della sua sigaretta elettronica

I fatti. Sono le 6 del pomeriggio di sabato scorso in casa Chiti-Pucci nel quartiere La Pietà, in via Salvagnoli 12. Il giovane Tommaso è in mansarda a studiare, prepara l'esame di diritto costituzionale alla Luiss di Roma. Nella stessa stanza c'è la madre, Alice Pucci, che studia gli atti di un processo. Sembra un normale, placido sabato pomeriggio. Ma improvvisamente la giornata prende tutta un'altra piega. Tommaso tiene la sua sigaretta elettronica nella mano destra, l'ha comprata su internet, è di quelle costruite in maniera artigianale. Fa per aspirare, ma il vapore non esce, la sigaretta non funziona. «Allora l'ho abbassata, ho premuto ed è esplosa. Boom!», racconta impaurito. La botta è tremenda. L'atomizzatore della sigaretta schizza a tutta velocità, striscia il petto di Tommaso, lo graffia sulla guancia e fa un buco sul soffitto di legno. Quando ricade, sparge polvere nera ovunque. Nel frattempo i calzoni e le mutande di Tommaso prendono fuoco. La mamma si precipita a soccorrerlo buttandogli l'acqua addosso. Poi la telefonata alla guardia medica. Il babbo sale in mansarda convinto che sia venuto giù l'armardio. Tommaso viene visitato dalla dermatologa di fiducia. Il referto medico dice: ustione di secondo grado alla coscia sinistra, ustioni di primo grado al petto, ai testicoli e alla coscia destra. Non è la classica sigaretta elettronica quella che aveva in mano Tommaso. È un tubo meccanico dal nome curioso: Knockout. Tommaso l'ha comprato sul sito specializzato "svapem.com, La Bottega del Santone". Costo: 140 euro. E' una sigaretta elettronica prodotta in maniera artigianale, si spiegano le modalità d'uso, le avvertenze, ma non si dice certo che può esplodere. E invece è quello che è successo a Tommaso. Sono due giorni che noi del Tirreno cerchiamo i produttori del tubo meccanico per avere una spiegazione. Sul sito che lo commercializza vengono indicati come "Team Bravo" con la collaborazione di "Rooster Mod". La famiglia di Tommaso ieri ha presentato la denuncia.

Ma chi l’ha venduta non si assume colpe

«Posso dirvi che l'esplosione deve essere stata causata da un errato utilizzo del prodotto. Naturalmente sono dispiaciuto di ciò che è accaduto al ragazzo». Queste le poche parole spedite via mail dal titolare del sito svapem.com Michele Carrara. Avevamo chiesto un chiarimento e ci sono arrivate due frasi molto pesanti nella sostanza.

Di fatto il sito che commercializza la sigaretta elettronica-esplosiva non si assume nessuna responsabilità. Scarica tutto sul giovane Tommaso Chiti spiegando la causa dell'esplosione nell'errato utilizzo della sigaretta elettronica. Una spiegazione, quella di svapem.com, che lascia senza parole. Ora sarà la Procura, se lo riterrà opportuno, a chiarire la causa dell'esplosione.