Scoppia la sigaretta elettronica, giovane ustionato - Video

Da sinistra: i resti del "tubo" dopo l'esplosione, le bruciature a pantaloni e mutande perforati dal botto

Prato, attimi di panico per un ventenne nel soggiorno di casa. Esplode il "tubo" acquistato sul web, in fiamme gli indumenti, ferite da ustioni. "Un botto violentissimo, come una bomba".  Pronta la denuncia contro i produttori

PRATO. «Ancora non sono completamente lucida. Ho passato due notti senza dormire. Ringrazio il Signore, un angelo custode è intervenuto. Non voglio nemmeno pensare cosa sarebbe successo se quella sigaretta elettronica fosse scoppiata in bocca a mio figlio».

Tommaso Chiti racconta l'esplosione della sua sigaretta elettronica

Mamma Alice è ancora sconvolta. Al figlio Tommaso, 20 anni, studente in giurisprudenza, tremano le gambe quando racconta: «Il botto è stato violentissimo: come una bomba. Per alcuni secondi non ho visto più nulla, poi ho sentito un calore forte all’inguine. Mi sono subito levato i pantaloni, le mutande, la felpa. Ma non mi sono accorto che stavo prendendo fuoco, è mia mamma che mi ha buttato l’acqua addosso. Ero tutto nero in viso».

Tommaso Chiti

Sono le 6 del pomeriggio di sabato scorso in una casa del quartiere La Pietà a Prato. Il giovane Tommaso Chiti è in mansarda a studiare, prepara l’esame di diritto costituzionale alla Luiss di Roma. Nella stessa stanza c’è la madre, Alice Pucci, avvocato, che studia gli atti di un processo. Sembra un normale, placido sabato pomeriggio. Ma improvvisamente la giornata prende tutta un’altra piega. Tommaso tiene la sua sigaretta elettronica nella mano destra, l’ha comprata su internet, è di quelle costruite in maniera artigianale. Fa per aspirare, ma il vapore non esce, la sigaretta non funziona.

«Allora l’ho abbassata, ho premuto ed è esplosa. Boom!». La botta è tremenda. L’atomizzatore della sigaretta schizza a tutta velocità, striscia il petto di Tommaso, lo graffia sulla guancia e fa un buco sul soffitto di legno. Quando ricade, sparge polvere nera ovunque. Nel frattempo i calzoni e le mutande di Tommaso hanno preso fuoco. La mamma si precipita a soccorrerlo buttandogli l’acqua addosso. Poi la telefonata alla guardia medica. Il babbo sale in mansarda convinto che sia venuto giù l’armardio.

Tommaso viene visitato dalla dermatologa di fiducia. Il referto medico parla chiaro: ustione di secondo grado alla coscia sinistra, ustioni di primo grado al petto, ai testicoli e alla coscia destra. Sul soffitto la fiammata ha lasciato una luna nera. Nella stanza rimane un forte odore chimico.

Non è la classica sigaretta elettronica quella che aveva in mano Tommaso. È un tubo meccanico – così si dice in gergo – dal nome curioso: Knockout. Tommaso l’ha comprato su un sito specializzato che si chiama “svapem.com, La Bottega del Santone”. Costo: 140 euro.

«Nella scatola si dice che è una sigaretta elettronica prodotta in maniera artigianale, si spiegano le modalità d’uso, le avvertenze, ma non si dice certo che può esplodere», spiega Tommaso. E invece è quello che gli è successo. Ci sono altri ragazzi come lui che hanno comprato lo stesso prodotto, la sigaretta elettronica Knockout.

Abbiamo provato a contattare i produttori del tubo meccanico per cercare una spiegazione. Sul sito che lo commercializza vengono indicati come “Team Bravo” con la collaborazione di “Rooster Mod”. Al momento non è stato possibile ricevere alcuna risposta. La famiglia di Tommaso ha annunciato che quest’oggi presenterà una denuncia.