Il pronto moda di tutta Italia si trasferisce a Prato

L’assessore Barberis: «Tutta la filiera dell’abbigliamento si sta concentrando tra Scandicci e Montemurlo»

PRATO. Una novità dal punto di vista immobiliare ma soprattutto una rivoluzione quella in atto nei Macrolotti. Prato, è ormai palese, è diventata un’area di riferimento per il pronto moda e la confezione di abiti. Tutta Europa compra il made in Italy nelle zone industriali della città. Lo fanno gli ambulanti che arrivano dai paesi dell’est Europa ma anche le grandi case di moda che, attraverso rappresentanti e intermediatori, fanno cucire i loro abiti qui. Una mole di lavoro enorme che non si riesce più a contenere nel solo Macrolotto 1. Un giro d’affari che tra l’altro sta cambiando veste avendo l’esigenza di presentarsi all’esterno con i canoni della legalità e comunque non più - merito anche dei continui controlli - con una promiscuità tra casa e fabbrica. I cinesi di Prato inoltre l’hanno fatta da padroni coi colleghi. E molti “prontisti”, cinesi e non, cominciano ad aver bisogno di avere a Prato un hub commerciale dal momento che i clienti sembrano passare tutti di qui. Anche quelli di livello più elevato. Nel Macrolotto 2 si comincia già a vedere. Qui è arrivato, in un magazzino modernissimo e costruito recentissimamente, “Gianni Lupo”, marca di abbigliamento per uomo di buon livello, c’è Koralline ormai da anni capofila dell’innalzamento di qualità delle confezioni cinesi di Prato e,tra pochi mesi, inaugurerà la pratese “Bulldog”, rimasta leader del settore tra gli italiani. «Ormai nella nostra città - spiega l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis - si sono concentrate tutte le aziende che lavorano in Italia di pronto moda. Chi deve comprare abiti viene qui. Questo ha fatto sì che sia ripartito anche il Macrolotto 2 che era un’area pregiatissima, completamente cablata e nel cuore dell’Italia centrale, ma da anni in stand by».

Barberis non teme per la costituzione di una nuova area tutta cinese. «Mi risulta - spiega - che la zona interessi anche a imprese italiane e di altre città attratte del polo del pronto moda cinese. E comunque è necessario allargare la lettura: i cinesi alzano il livello della qualità dei propri capi, nella zona compresa tra Osmannoro e Scandicci si stanno trasferendo molte aziende leader nel settore moda, Prada per esempio. Intanto le aziende tessili pratesi traslocano a Montemurlo (dove si acquista a prezzi assai più bassi) o nel Macrolotto 2. Di fatto in 20 chilometri si sta creando una filiera tessile che tiene insieme una bella fetta del Pil italiano. Tutto questo non può che essere positivo». D’accordo il presidente di Confindustria Toscana Nord Andrea Cavicchi, anche presidente del Centro per la moda. «Quelle imprese che reinvestono al Macrolotto 2 - commenta - sono aziende sane. E sta passando tra i colleghi il messaggio che chi fa pronto moda dovrà essere comunque a Prato. Già si parla dei primi imprenditori in arrivo da altre città. Credo tra l’altro sia solo l’inizio di una riorganizzazione importante e positiva per tutti».