E’ scoppiata la febbre da Macrolotto 2

Nuovi capannoni stanno sorgendo nel Macrolotto Due

Il Macrolotto Uno ha prezzi proibitivi. E allora è arrivato il momento del rilancio di quest’area: si costruiscono magazzini e appartamenti per chi lavora

PRATO. Per anni non si è mossa quasi foglia. Quella distesa di campi separati da una ragnatela di strade fresche di asfalto a due passi dal casello autostradale di Prato Est sulla Firenze-Mare, sogno di una speranza di un boom senza fine del tessile pratese, era quasi diventata il simbolo di una crescita industriale che si era arrestata all’improvviso. Adesso invece il Macrolotto 2 è decollato. Del resto nell’area industriale cinese ( compresa tra Iolo e via Toscana) il cosiddetto Macrolotto 1 i prezzi sono alle stelle e soprattutto non c’è più un buco libero. Gli imprenditori con gli occhi a mandorla si contendono a suon di contanti le vetrine che si affacciano nel dedalo di strade interno all’asse dell’industria e la considerano quasi un via Montenapoleone del pronto moda. Ecco quindi che il secondo Macrolotto, per anni abbandonato a se stesso e popolato da discariche abusive, è diventato uno sfogo naturale per quei pratesi - i pochi rimasti nel primo Macrolotto - a cui conviene lasciare le proprie fabbriche ai cinesi per trasferirsi altrove e per quegli imprenditori orientali, con imprese più strutturate, che cercano luoghi per produrre a costi inferiori, ma con tutte le carte in regola dal punto di vista normativo e dei servizi allo stesso tempo senza allontanarsi dalla zona 1, così frequentata dai loro clienti.

“E poi a chi si vende?”, era una di quelle frasi ripetute a oltranza per giustificare quella zona abbandonata alle porte della città. La domanda è ora scomparsa dalla bocca degli immobiliaristi e degli imprenditori pratesi accusati di non investire nello sviluppo della città. Da settembre, in non più di un paio di mesi, i proprietari dei terreni del Macrolotto 2 sono pieni di richieste. Di acquisto e di affitto.

I primi 30.000 metri quadrati di magazzini, con larghi piazzali esclusivi, sono quasi pronti. E già venduti.

Intanto altri proprietari di terreni, Bruno Berti e Ovidio Biti, hanno già richiesto i necessari permessi per realizzare una nuova area a destinazione commerciale mentre nel frattempo hanno acquistato un nuovo lotto di 10.000 metri quadrati. La famiglia tessile che fa capo a Piero Bellucci presenterà invece nei prossimi giorni un progetto per realizzare 25.000 metri di capannoni con relativi appartamenti mentre in via Bruges si parla di un cantiere già pronto per un’area di 20.000 metri quadrati. Tra i “grandi proprietari” solo la famiglia di imprenditori tessili Ciampolini (proprietaria di 60.000 metri quadrati) per il momento sarebbe ferma a guardare cosa succede.

I prezzi dei terreni. In sei mesi il valore dei terreni edificabili è cresciuto di ben il 20%. «I primi terreni - spiega Giovanni Nigro della Nigro costruzioni, tra i primi a costruire nel secondo Macrolotto - li ho abbiamo pagati 450 euro al metro quadrato. In sei mesi il prezzo era già cresciuto di 100 euro. Ora si vendono i capannoni a cifre comprese tra i 1.100 e i 1.250 euro al metro quadrato mentre nel Macrolotto 1 si compra a 1.500-2.000 euro al metro quadrato, stesso prezzo delle case. Per l’affitto nel secondo Macrolotto si chiedono 70 euro annui al metro quadrato mentre nel primo Macrolotto 150 euro. Io ho costruito capannoni più grossi rispetto alla media: molti però realizzano 1.000 metri quadrati di produttivo con 150 metri quadrati di residenziale. Un taglio ideale per le imprese cinesi».

E qui sta una seconda notizia. Al Macrolotto due si possono costruire fabbriche con il 15% della metratura da destinare ad appartamenti “per il portiere”. Una manna per gli imprenditori cinesi che possono avere al piano terra la produzione e al primo piano le case per i propri lavoratori. «Nel Macrolotto 1 - entra nel merito Nigro - gli imprenditori cinesi ci lasciano gli spazi commerciali dal momento che tutti i clienti ormai si recano lì mentre scelgono il vicino Macrolotto 2 per le fabbriche produttive i cui spazi nell’area 1 si sono progressivamente ridotti per essere trasformati in vetrine. Nel Macrolotto 2 inoltre si possono risolvere anche tutti i problemi legati alle normative sulla sicurezza. I clienti cinesi che mi chiedono informazioni sulle nuove costruzioni sono diversi dai primi connazionali che arrivarono al Macrolotto: sono interessati al fatto che tutto sia perfettamente in regola. Chiedono magazzini in affitto ma anche di poter acquistare: la situazione è molto cambiata rispetto al passato. Ho richieste continue non solo però di cinesi: ci sono i pratesi che vogliono trasferirsi ma anche aziende di pronto moda che vorrebbero venire a Prato da Bologna e da Napoli. Sembra che ormai non si possa prescindere, se si lavora nelle confezioni, dall’avere un’azienda qui».

L'imprenditore Piero Bellucci

I nuovi capannoni di Piero Bellucci. «Sì, sono pronto a costruire 25.000 metri quadrati al Macrolotto 2». Non ha problemi l’imprenditore Piero Bellucci a confermare che è pronto a realizzare nuovi capannoni nei terreni di proprietà della sua immobiliare di famiglia. «E’ un terreno - dice - che abbiamo da sempre. E’ arrivato il momento di metterci mano. Siamo nella fase di presentazione del progetto: realizzeremo magazzini con destinazione variabile, produttiva e commerciale, con appartamenti di cui potrà usufruire chi lavora. E’ possibile infatti murare il 15% di residenziale. E’ evidente che questa è un’opportunità ghiotta per quelle imprese che stanno crescendo».
A spingere i Bellucci a presentare il progetto (realizzato dal professionista Agostino Gestri, figlio dell’ex presidente della Provincia, l’ingegnere Lamberto Gestri) una nuova primavera per la zona. «C’è un forte interesse degli imprenditori cinesi a investire nel Macrolotto 2», commenta Bellucci.

«Attualmente nel mondo tessile lavorano le terze generazioni di pratesi e le terze generazioni di cinesi. Mentre i primi, stanno consolidando le realtà imprenditoriali dopo un periodo di forte crisi, i secondi sono lanciati in forti investimenti. E non a caso acquistano anche aziende terziste. Credo che le intenzioni dei giovani cinesi siano molto serie e per Prato è una grossa opportunità: di fatto stanno producendo da noi il made in Italy che si vende in tutto il mondo. E la loro forza sta attraendo qui anche i confezionisti italiani di altre città. E’ il momento di realizzare nuovi edifici artigianali e industriali».

La famiglia Bellucci ha i terreni nella zona di via Chemnitz, proprio a lato dell’autostrada, e quindi in una zona pregiata del Macrolotto 2. «Non crediamo che lo sviluppo riguarderà solamente le imprese cinesi. Loro però saranno una grande attrattiva anche per le grandi marche che potranno tornare a confezionare i loro abiti in Italia e non all’estero. Questa trasformazione è già in atto anche se per il momento non la vediamo in modo così evidente».