Omicidio-suicidio a Poggio a Caiano: Lucio e Grazia si sono uccisi per i debiti - Foto

La Scientifica dei carabinieri davanti all'ingresso della casa dei coniugi Leonelli

I coniugi trovati morti a Poggio a Caiano non ce l'avevano fatta a pagare il mutuo e avevano detto ai vicini che sarebbero ripartiti da zero in Bulgaria, ma hanno pianificato il suicidio. In un biglietto chiedono scusa e nominano erede l'ex cognata

PRATO. Si sono uccisi per i debiti. Non ce l'avevano fatta a pagare il mutuo per l'acquisto della casa, hanno pensato di ripartire da zero vendendola prima che fosse pignorata e coi soldi della liquidazione di lui, ma il piano non ha funzionato e si sono sentiti in trappola, senza vie d'uscita che non prevedessero la loro uscita di scena. Quello che nelle statistiche giudiziarie verrà catalogato come un omicidio-suicidio è in realtà un doppio suicidio. Lucio Leonelli e Grazia Spessato, 50 anni lui 47 lei, i coniugi trovati morti nella serata del 25 aprile nel loro appartamento di via Leonardo da Vinci a Poggio a Caiano, lo hanno pianificato con cura senza tradire nessuna particolare emozione anche con le persone a loro più vicine.

LA PERDITA DEL LAVORO E L'INIZIO DELLA CRISI

Una delle ultime a vederli vivi è stata l'ex cognata di Lucio, Alessandra Mazzanti, che insieme ai carabinieri ha ricostruito le ultime ore della loro esistenza e le ragioni del loro gesto. "L'ultima volta li ho visti il 2 marzo - racconta - Mi dissero che sarebbero partiti per la Bulgaria, per ricominciare da zero". In realtà è quasi certo che avessero già deciso di farla finita.

Alle radici della doppia tragedia ci sono gravi problemi economici. Lucio e Grazia si erano trasferiti nell'appartamento al primo piano di via Leonardo da Vinci una decina di anni fa. Come tanti avevano preso un mutuo con la BpVi e pensavano di poterlo onorare grazie al lavoro di guardia giurata di lei e a quello di lui come dipendente di una cooperativa che lavora il pesce per la grande distribuzione, a Campi Bisenzio. Ma poi la loro vita ha preso un'altra piega. Lei ha perso il lavoro almeno tre anni fa e ora si arrangiava con le pulizie domestiche. Lui nel novembre 2014 si è licenziato dalla cooperativa. Perché, se non navigavano nell'oro? I vicini di casa dicono che lui abbia voluto stare accanto a lei che non stava bene, mentre l'ex cognata spiega che fu una scelta consapevole: non riuscivano a pagare il mutuo e così Lucio pensò di incassare la liquidazione e intanto vendere la casa di Poggio per saldare i debiti.

l medico legale Sonnellini davanti alla casa dei coniugi Leonelli

LA BUGIA AI VICINI: "ANDIAMO IN BULGARIA"

Ma la casa non sono riusciti a venderla e la liquidazione si è progressivamente assottigliata. Una trappola, insomma, dalla quale Lucio e Grazia non hanno saputo trovare il modo di uscire, se non nella maniera più traumatica e definitiva. Ai vicini e all'ex cognata hanno detto che si sarebbero trasferiti in Bulgaria, dove forse avevano degli amici (se non faceva parte anche questo della messa in scena). Negli ultimi giorni prima del 2 marzo hanno cominciato a salutare. Portavano qualche regalino a quelli del piano di sopra; Grazia ha chiamato una vicina chiedendole se era interessata a fare le pulizie per una famiglia che lei avrebbe lasciato. Ora quella telefonata suona come un addio. "Mi ha detto che era molto felice di avermi conosciuto, che mi stimava come persona" ricorda la vicina.

QUELLA SERA DEL 2 MARZO

La sera del 2 marzo si sono congedati dai conoscenti e dal mondo. Dovevano lasciare le chiavi di casa all'ex cognata, che però nella cassetta della posta ha trovato le chiavi di una cassaforte. Ha provato a chiamarli, ma il telefono era staccato. Qualche giorno dopo i vicini si sono accorti che la Seat Ibiza della coppia era ancora parcheggiata in fondo alla strada (ora è piena di multe per la pulizia strade) e il telefono era sempre staccato. Per questo un paio di settimane dopo i familiari hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri, segnalando il particolare dell'auto lasciata a Poggio a Caiano. I militari, informati della situazione finanziaria della coppia, hanno ipotizzato che non avessero voluto lasciare tracce portandosi dietro la macchina. E finalmente la sera del 25 quella puzza inequivocabile ha chiarito che Lucio e Grazia non si erano mai mossi da via Leonardo da Vinci.

IL BIGLIETTO

Nel biglietto ritrovato dai carabinieri (non si sa ancora chi dei due l'ha scritto) chiedono scusa per il loro gesto, chiedono di essere cremati e nominano erede l'ex cognata. Un gesto puramente simbolico, se è vero che erano pieni di debiti. I vicini che si sono trattenuti fino a tarda notte sul marciapiede illuminato solo dai lampeggianti dei carabinieri (a Poggio era saltata l'illuminazione pubblica) li ricordano come due persone inserite nella loro piccola comunità, prodighe di favori e sempre pronte alla risata. Tutti sapevano che non se la passavano bene e dicono che Lucio ogni tanto ci scherzava su: "Un giorno di questi mi ammazzo". Nessuno immaginava che lo avrebbe fatto davvero.