Officine ex Bigagli, il Comune paga la super bonifica

Le ex officine Bigagli in via delle Fonti (foto Batavia)

Prato, via libera della giunta all’investimento da 360.000 euro perché i proprietari hanno risposto "picche". L'assessore Filippo Alessi: "Avvieremo le procedure di rivalsa"

PRATO. Era il 6 febbraio scorso e l'assessore all'ambiente Filippo Alessi promise dai microfoni di "Striscia la notizia", al termine dell'ennesima incursione nel Palazzo, in quell'occasione "guidata" da un residente, che se i titolari dell'ex Bigagli non avessero provveduto a loro spese alla bonifica delle strutture in cemento-amianto dell' ex fabbrica in via delle Fonti, entro la primavera- estate ci avrebbe pensato il Comune.

E il momento è arrivato. La giunta ha dato il via libera, il 19 aprile scorso, all'intervento di risanamento che avrà un costo complessivo di 362.000 euro (262.000 di bonifica vera e propria, altri 99.000 e spiccioli di spese accessorie) che l'amministrazione reperirà grazie a una variazione di bilancio e contestualmente partiranno le pratiche per la procedura di gara (responsabile del procedimento è stato nominato il dirigente del servizio Governo del territorio Riccardo Pecorario).

«E' una decisione che siamo stati costretti a prendere - spiega l'assessore Alessi - vista l'impossibilità da parte dei proprietari dell'area (la srl Società Invest 2005 con sede a Pistoia in viale Galilei ndr) ad affrontare il costo. Si tratta di un intervento particolarmente complesso - prosegue - visto che non solo le coperture degli ex capannoni sono state realizzate di cemento-amianto ma anche i muri». Una volta risanata l'area, il Comune attiverà le procedure di rivalsa delle spese sulla società inadempiente.

Il Comune avrebbe potuto risparmiare il gruzzolo se le trattative per la cessione dell'area fossero andate a avanti. Nello scorso febbraio parevano procedere con speditezza, poi si sono bloccate. Per acquisire l'area in via delle Fonti, trasformandola in strutture sanitarie per anziani e in parte in commerciale, si era fatta avanti una cordata di imprenditori pratesi che era arrivata fino alla firma di accordi preliminari. Poi la situazione si è raffreddata fino a inabissarsi. Se il patto fosse stato stretto, i nuovi proprietari, tra le altre, si sarebbero accollati anche le spese di bonifica. Che invece ora spettano al Comune.

Storia lunga e tormentata quella del risanamento delle ex officine, già oggetto di proteste e segnalazioni, e con la situazione precipitata in occasione delle tempesta di vento del 5 marzo dell'anno scorso quando le raffiche portarono in giro - fin dentro i giardinetti delle scuole - pezzi interi di coperture all'amianto. Dopo il sopralluogo Arpat il Comune - caso più unico che raro - emise un'ordinanza sindacale con la quale imponeva ai proprietari di intervenire. Era il 12 marzo 2015 ma i titolari dell'area risposero "picche" sulla bonifica ma si impegnarono a ripulire i capannoni dai rifiuti più o meno tossici. Operazione che hanno effettivamente portato a termine. Ora tocca all'amianto.