Scatta la guerra all’amianto con uno sportello ad hoc

Tra Prato e Montemurlo ci sono 700mila metri quadrati di tetti in eternit L’obiettivo è rimuoverne, nell’intera provincia, 400mila metri. Tutti i contributi

PRATO. Prima benedetto dall'industria del '900, poi maledetto dalla comunità scientifica internazionale. Per un secolo il distretto pratese con l'amianto c'è andato a nozze e lo ha abbondantemente utilizzato: nei Macrolotti industriali sono ancora diverse le lastre ondulate che spuntano tra i capannoni e coprono i tetti delle fabbriche, nonostante alcuni imprenditori "illuminati" abbiano fatto lo sforzo (e l'investimento) di sostituirli con pannelli fotovoltaici.

Secondo le stime di Asm e Progetto Ambiente (società interamente partecipata da Asm), su un milione di metri quadrati di amianto presenti sul territorio provinciale, 400mila metri quadrati interessano Prato. Ancora più preciso l'assessore competente Filippo Alessi: «Abbiamo 250mila metri di amianto da smaltire e 150mila di amianto sospetto». Il materiale killer abbonda anche a Montemurlo: il vice sindaco Simone Calamai lo quantifica in ben 300mila metri quadrati. Prato e Montemurlo, non a caso: sono le prime realtà a sperimentare lo sportello provinciale dell'amianto che dal 21 aprile sarà aperto a Prato negli uffici comunali di via Giotto (dove già esiste lo sportello delle attività produttive) per affiancare cittadini e imprese nell'eliminazione dell'amianto attraverso incentivi, supporto mirato e agevolazione di accesso al credito. Funzionerà il giovedì mattina e il lunedì pomeriggio mentre a Montemurlo decollerà il 27 aprile.

«L'obiettivo di questo piano che coinvolge Legambiente, ordini professionali e associazioni di categoria, è quello di arrivare all'abbattimento dei costi per la rimozione dell'amianto - spiega l'assessore Filippo Alessi - Il progetto è nato un anno fa: la tempesta di vento del 5 marzo 2015 e la situazione dell'ex Officine Bigagli imposero la necessità di affrontare il problema dell'eternit in modo non emergenziale».

L'obiettivo? Rimuovere almeno 400mila metri quadrati di amianto sul territorio provinciale nell'arco del prossimo triennio. Progetto Ambiente darà una mano a cittadini e aziende grazie all'impianto di stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi e non a Montignoso .

«La discarica - assicura Roberto Pagliocca, presidente di Progetto Ambiente - sarà messa a disposizione a prezzi calmierati per portare lì l'eternit pratese».

Non solo. L'amministrazione equiparerà la rimozione dell'amianto a un qualsiasi intervento di riqualificazione energetica e quindi verrà inserita nell'allegato K: ciò significa sconti sugli oneri di urbanizzazione secondaria fino al 70%.

Fra gli altri strumenti a disposizione, una serie di incentivi indiretti per la bonifica dell'amianto come la detrazione fiscale pari al 65% - grazie al decreto attuativo sugli incentivi alle imprese - nel caso in cui lo smaltimento sia collegato alla riqualificazione energetica (come l'installazione di un impianto fotovoltaico) e i finanziamenti regionali Por Creo 2004/2020 pari a 64 milioni di euro.

«Vorrei che questo sportello provinciale diventasse un esempio di buona pratica da estendere a tutta la Toscana», commenta la consigliera regionale del Pd Ilaria Bugetti. Fondamentale sarà, tanto per iniziare, il finanziamento regionale per realizzare la mappatura del territorio per rendere più puntuali gli interventi e le attività dello sportello.