Slot, la guerra al gioco parte da Prato - Le mappe - Il video

Comune al lavoro per organizzare corsi di formazione per i titolari degli esercizi con videogiochi e per vietare l'installazione nei circoli. Il presidente del circolo Arci di Chiesanuova: "Noi ricaviamo un terzo dei nostri ricavi. Così possiamo garantire le iniziative per il quartiere,  la ginnastica e il ballo per gli anziani"

PRATO. E’ la prima città della Toscana nel rapporto tra superficie degli esercizi con Slot e abitanti. Ma anche la provincia con il numero più elevato di mini casinò. A Prato il gioco non è un illustre sconosciuto anche perché la comunità cinese è tradizionalmente un’appassionata tanto che, da queste parti, nei mattinali delle forze dell’ordine da qualche anno sono tornate le denunce per gioco d’azzardo con tanto di blitz nelle bische clandestine nella più numerosa Chinatown d’Italia. Sarà per questo quindi che l’attenzione sul tema in città è alta e la discussione accesa. La commissione consiliare affari generali del Comune è al lavoro per la modifica del regolamento comunale sul gioco, uno dei primi approvati in Italia, ormai da quasi un anno e – mese dopo mese – le audizioni con funzionari del Monopolio, psicologi e addetti ai lavori si sono sprecati. Un tavolo partecipativo, capitanato dall’assessore alla cultura Simone Mangani, intanto è già stato aperto con le associazioni e con il Sert mentre è partita la richiesta per aprire un confronto con prefetto e questore anche alla luce della sentenza del Tar che ha visto contrapposti Comune e Questura su un’autorizzazione per una sala Vlt.

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Lotta ai circoli con Slot e formazione. Il medico Rosanna Sciumbata, presidente della commissione, coadiuvata dai funzionari Michela Lilli e Alessandro Golin, sta viaggiando alla velocità nella luce per stringere al massimo le maglie dei controlli e delle autorizzazioni. Tra i punti da modificare, con quella che si annuncia la prossima crociata contro il gioco, la possibilità dei circoli privati di installare le Slot e la formazione obbligatoria per coloro che invece vogliono dotare il loro esercizio dei videogiochi. “Abbiamo intenzione di istituire un corso per i gestori che vorranno aprire i loro locali alle Slot – spiega la responsabile dell’ufficio attività produttive del Comune Michela Lilli – in modo da sensibilizzarli. Se il gestore di un bar sa quali sono gli effetti della ludopatia quando si accorge di avere clienti malati può intervenire. A volte basta una frase o un numero di telefono dato al momento giusto”.

Un numero di telefono che sarà attaccato nei luoghi con Slot Machine, almeno a Prato. Un adesivo con il numero del Sert dedicato è in fase di preparazione. A disegnarne la grafica saranno gli studenti pratesi che potranno partecipare a un concorso con il duplice obiettivo di creare un logo accattivante e di sensibilizzare i più giovani.

Per quanto riguarda invece la lotta ai circoli ricreativi alla base c’è una legge regionale che contiene un bel paradosso. In Toscana da una parte i circoli sono individuati come luoghi sensibili (legge regionale 57 del 2013 articolo 4)  da cui non si possono installare Slot machine entro i 500 metri mentre dall’altra possono averle al loro interno. “Il nostro obiettivo – commenta Sciumbata – è quello di risolvere questo paradosso e inserire il divieto di avere Slot in queste strutture”.

Un terzo del ricavato del circolo arriva dai videogiochi. Nei circoli Arci pratesi il dibattito è all’ordine del giorno. Ci sono alcuni circoli, come l’Arci della frazione di Casale che ha messo il gioco al bando, e altri che invece si domandano se è possibile svolgere lo stesso tipo di servizio rinunciando agli introiti derivanti dalle Slot machine. E’ il caso dell’Arci di Chiesanuova, popoloso (e popolare) quartiere della prima periferia di Prato che con il gioco fa un terzo dell’attivo del proprio bilancio.

Il presidente del circolo Favini Franco Maiani mette il tema, caldo, sul tavolo. “Noi – spiega - abbiamo sette videogiochi che in un anno ci danno un introito di 60.000 euro su un totale di 180.000 euro. Senza non potremmo riuscire a garantire quella funzione di presidio che abbiamo oggi. Con quei soldi facciamo il ballo liscio il sabato sera, la ginnastica dolce per gli anziani e le varie iniziative ricreative”.

Dell’argomento ne è stato parlato anche lunedì 1 dicembre alla riunione provinciale dell’Arci ed è stato deciso che sarà fatto un incontro ad hoc per affrontare l’argomento che divide, come comprensibile, l’associazione. “Le Slot non piacciono a nessuno. Ma possiamo rinunciarci? E togliendole diamo un servizio ai nostri cittadini?”, chiede Maiani.

La ginnastica e il ballo per gli anziani coi soldi degli slot

 Tra i due litiganti, il terzo (un liceo) gode. Se Questura e Comune non avessero la stessa posizione sul rilascio di un’autorizzazione che cosa succede? Il Tar ha emesso una sentenza lo scorso giugno destinata  a fare giurisprudenza. Anche in questo caso siamo a Prato. La tavola calda Jin Yulou sas di via Pistoiese aveva richiesto l’autorizzazione per installare dei videogiochi Vlt. Un’autorizzazione di competenza della Questura, intenzionata a rilasciarla, ma a cui il Comune aveva espresso il parere (non vincolante) contrario perché l’esercizio si trova a meno di 200 metri dal liceo Livi. Il Tar ha accolto l’azione del Comune e ha annullato il provvedimento della Questura. “Mettendo in evidenza come il rispetto delle distanze dagli obiettivi sensibili sia un tema dominante”.

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Sentenza Tar